Posts Tagged ‘Animali’

Serie di link in ordine sparso

13 dicembre 2011

Spesso mi capita di mettere tra i preferiti alcuni link pensando che la notizia era così interessante da doverci scrivere sopra qualcosa, una riflessione, un commento …visto il susseguirsi rapido degli avvenimenti però mi ritrovo con la cartella piena di link e con la consapevolezza di non avere il tempo per prenderli in mano tutti. Per evitare che tutti quei link vengano dispersi dallo tsunami di notizie sempre più importanti che avanza, perferisco metterli in ordine sparso con dei brevi commenti …

Natura e ambiente
Greenme.it
<— Ottimo blog per gli amanti di Gaia e dell’autoproduzione. Esempio: essiccatore per alimenti fatto in casa 
Come in molti sanno, c’erano da aspettarsi dei rischi ad allontanarci così tanto dalla Madre Terra…
Ottimo resoconto di Greenpeace da non perdere!  Nel frattempo sempre più orde di cittadini si rendono finalmente conto degli orrori degli allevamenti.

Ecat:
Mentre l’Ing. Rossi comincia a vendere svariati impianti da 1Mw (già in produzione) e mentre sul sito ufficiale raccoglie i nomi per la prima lista di 10.000 clienti del suo ecat, la rediviva Defkalion greca se ne esce con la scheda tecnica del suo Hyperion. Come spiegano la violazione della proprietà intellettuale non sono riuscito a capirlo… voi avete qualche info in merito? La hive-mind di internet non è rimasta con le mani in mano, eccovi infatti le prime repliche home-made riprogettate a più mani (tecnicamente un reverse engineering) con tutti gli ingredienti per farsi il proprio ecat in casa!   ^_^    Anche i pareri contrari sanno essere interessanti su un tema così importante come l’energia pulita a basso costo e in abbondanza.

Addio MP3
Se avete una connessione adsl (stabile) e poco spazio sul disco potete tranquillamente ascoltarvi all’istante qualunque brano o album di qualunque artista semplicemente collegandovi a www.grooveshark.com se invece preferite la radio conoscerete già www.shoutcast.com o www.soma.fm oppure www.musicovery.com

Hacktivism (with elmet)
Con sti Anonymous in giro, di novità ce ne sono sempre parecchie… ve ne posto giusto qualcuna:
Intanto un buon tutorial per chi vuole rendersi più anonimo in rete. “Privacy is not a crime” e credo che si debba avere il pieno diritto di rendere i propri dati disponibili OPPURE NO! Anche questa è libertà, inoltre conosco abbastanza bene come funziona la rete: alcuni servizi di cyber sorveglianza governativa non vengono nemmeno tanto nascosti al giorno d’oggi: vedi ad esempio questo, o questo (date un occhio alla loro video-brochure). Ciò che queste agenzie di sicurezza (alla HBGary) non sanno è che FORSE alcuni hacker di Anonymous hanno messo le mani su questi simpatici programmini… chissà cosa ne pensano i politici o i lobbisti a stare dalla parte degli spiati … antipatico eh? Beh … credo che almeno per un po’  funzionerà così!  ^_^
D’altra parte credo che dovrebbero avere pensieri più grossi di questi (per quanto incredibile). Ormai non si contano più infatti le installazioni governative o civili di tutto il mondo che sono praticamente in mano agli hacker.
Grazie ad una modifica al virus Stuxnet (Duqu) infatti molti anonymous si sono impossessati di migliaia di sistemi SCADA. Per i meno tecnici possiamo definirli come una specie di computer particolare collegata a un macchiniario (e ne controlla i movimenti). Questo macchinario può essere per uso industriale o civile e praticamente si trovano ovunque ci sia un minimo di automatismo elettropneumatico (cartiere o grandi aziende, aereoporti,  penitenziari, caserme, praticamente tutto…i più accessibili sono ovviamente quelli domestici, potrete trovarne alcuni con una semplice ricerca in google). Poco tempo fa una stazione di pompaggio acqua è stata danneggiata, credo sia stato un errore di qualche ragazzino inesperto, o forse gli Anonymous volevano suonare il campanello di allarme a qualcuno?   L’unica cosa certa è che dubito si rendano conto di che grado di penetrazione e di controllo siano arrivati ad avere gli hacker.  Sono da due decenni un appassionato di  in/sicurezza informatica …. ma un anno come questo non lo si era davvero mai visto. (Direi che sono stati di parola… almeno loro).

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Hanno ucciso l’Orso Dino ?

11 luglio 2010

Notizie ancora non confermate (ma provenienti da fidati abitanti del luogo e da un politico di un comune vicino al luogo del presunto misfatto), affermano che l’Orso Dino è morto! Sembra che sia stato ucciso e attualmente i suoi resti si troverebbero sparpagliati in più celle frigorifere tra la Lessinia e l’Altopiano di Asiago. In effetti, il fatto che avessero perso il segnale del radiocollare,  unitamente al fatto che non si trovava più alcuna traccia, sia essa un’impronta o un’asina sbranata … aveva già fatto sospettare il peggio

Ma al peggio, come si sa, non c’è mai fine:
con ogni probabilità Dino sarà la principale portata (stufato o al forno) durante una triste cena tra “uomini di neanderthal” (o sapiens  con QI sugli stessi livelli dei loro antenati).  La carne di orso infatti viene consumata anche dall’uomo … io non lo sapevo ma gli agenti della polizia provinciale e quelli della forestale (o provinciale)  lo sanno molto bene, tanto che sembra fossero in corso già da alcuni giorni delle visite nei frighi di molti ristoranti …

Se venisse confermato il tutto, la morale della triste “storia” è che l’uomo (con tutte le sue paure) è sicuramente più pericoloso di un orso. E’ in grado di uccidere una creatura meravigliosa solo per la paura che possa fare del male a qualcuno … Sicuramente si avvicinava più degli altri alle stalle, ma finora aveva sbranato solo asini e conigli ed era sempre scappato non appena incrociava l’uomo. I montanari “visitati” dal plantigrado avevano inoltre ricevuto dei rimborsi regionali per gli animali uccisi, ma non è servito a diminuire la “Paura” …

Anch’io negli ultimi mesi avevo una sensazione strana mentre mi addentravo nei boschi del vicentino (che frequento spesso essendo del luogo) … questa “sensazione” possiamo anche chiamarla “paura fottuta di veder sbucare da un cespuglio un orso” quindi capisco perfettamente cosa hanno patito i montanari che li ci vivono, ma quei boschi erano il suo ambiente, la sua casa, stava a noi con tutta la nostra tecnologia (e presunta intelligenza) trovare un sistema per conviverci.

Abbiamo fallito noi, abbiamo perso una creatura selvatica di inestimabile valore … e magari bastava una scacciacani o “battute rumorose” organizzate con l’intento di spaventarlo per farlo allontanare … meglio ancora bastava mettere i dati del radiocollare direttamente su internet. In questo modo gli escursionisti o gli abitanti del luogo potevano vedere in che zona era l’orso ed evitare di andarci. In questo modo il rischio sarebbe stato minimo e la convivenza possibile.

Ultimo piccolo sfogo: se i cacciatori/bracconieri lo hanno ucciso con la scusa della pericolosità … come la mettiamo con api e vespe che ogni anno uccidono molte più persone di un orso? Sterminiamo anche quelle con il lanciafiamme? … è ora di cambiare, basta con questa mentalità distruttiva e irrispettosa nei confronti della Natura!

ATTENZIONE: Vi prego di aiutarmi a confermare o smentire quelle che a tuttora sono solo “voci”! Rilanciate la notizia e se avete ulteriori informazioni in merito vi prego di contattarmi in privato o di commentare questo post.

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Update 1:  quelli di Blogeko si sono accorti che questo post era uscito con largo anticipo rispetto i media tradizionali e hanno richiesto una intervista. Da quel giorno si son fatti vivi alcuni giornalisti per sapere il nome dell’informato dei fatti. Questo nome lo dirò senz’altro, ma ad un agente della Polizia Provinciale di cuui mi fido, che stimo e rispetto.
Questo “informato” comunque è solo una persona informata dei fatti, non credo abbia partecipato ad alcun banchetto … spero! Un blogger fin qui può arrivare, il resto è di competenza di altri. Spero solo di conoscere la verità e spero ancora che siano tutte solo “voci” e che l’orso se ne stia tranquillo a Tarvisio in cerca di una tana nella quale svernare.

Update 2: Una notizia buona e una brutta …. la notizia buona è che quel politico locale e le altre persone del posto avevano bevuto un bicchiere di rosso (di troppo). Finchè discutavamo di che fine avesse fatto l’orso, lui era vivo e vegeto e diretto in Slovenia!!! La notizia brutta è che è stato effettivamente ucciso dai guardia-forestali locali che erano rimasti spaventati dal suo comportamento anomalo. A loro dire il collare messogli in Italia era diventato stretto perchè lui cresceva sempre più. Questo collare gli provocava così tanto fastidio da farlo quasi andare fuori di testa … e “hanno dovuto” abbatterlo …
Maledetti! Narcotizzarlo e allargargli il collare no eh?

Addio Orso. Speriamo che qualche tuo futuro nipotino torni a farci visita in Val Posina.

Specie in via di estinzione

22 giugno 2010

Da una parte abbiamo:

  • il “Progresso”
  • il fatturato e gli utili
  • i “posti di lavoro”
  • le comodità
  • i nostri vestiti immacolati, magari di marca
  • le moto e le macchine fighe … ma a benzina

 Dall’altra parte abbiamo LORO:


[Animali in via di estinzione]

Ora fermatevi …
… fate un profondo respiro
… percepite l’aria che entra ed esce dal vostro corpo
… almeno per una sola volta nella vostra frenetica giornata siate consapevoli del vostro respiro
… pensate in piena Coscienza da che parte volete stare … pensateci Qui, Adesso …

E AGITE DI CONSEGUENZA !

Rendiamoci conto che non ne vale la pena! Svegliamoci! E’ ora di riprenderci da questo “torpore dell’anima”! E’ ora di capire che non possiamo più permetterci di difendere un modello socio-economico autodistruttivo solo perchè è l’unico che conosciamo! Ci sono miliardi di modi differenti di organizzare la società in un pianeta. Ci autodefiniamo “razza intelligente” … mettiamola in pratica allora questa benedetta “Intelligenza”!
Un essere realmente intelligente non metterebbe MAI a repentaglio l’ecosistema nel quale (e grazie al quale) vive.  
La giostra si sta fermando …
alcuni di noi nel frattempo sono cresciuti e scenderanno dalla giostra sereni, consapevoli della fortuna che hanno avuto nel poterci salire, gli altri si metteranno a piangere perchè gli mancheranno le lucette lampeggianti e le canzoncine … e per questi ultimi ci saranno tempi veramente duri …  
A quelli tra voi che si sentono ancora “capricciosi”,  che vogliono ancora la giostra e non sanno immaginarsi nulla di differente … a questi consiglio di “crescere” in fretta … la Natura non resterà a guardarci inerme ancora a lungo mentre le facciamo ogni sorta di violenza!


Cercate cuccioli? Provate qua …

12 maggio 2010

Oltre ai canili esistono molti sistemi per ricercare cani e gatti (anche cuccioli).
La Rete viene in aiuto anche in questo caso con alcuni siti molto interessanti.
Eccovene alcuni:

  • Via Facebook: un gruppo di volontari spagnoli aggiorna periodicamente le pagine per offrirvi gratuitamente cani di tutti i tipi, anche cuccioli. Il gruppo di volenterosi inoltre si preoccupa di organizzare il trasporto fino a casa vostra.
  • Gli Angeli di Pasquale: ragazzi in gambissima! Hanno organizzato un ottimo sito dove davvero potrete trovare cani e gatti di tutti i tipi e taglia. Se avete un gran cuore potrete anche trovare degli animali con storie tristi, maltrattati e bisognosi di affetto. Anche loro, tramite staffetta, ve li portano direttamente a casa.
  • Via Kijiji: questo è un sito “misto”, troverete annunci di allevamenti che vendono cani a 1000 euro come appelli di vari canilli per adozioni urgenti; Ci sono anche annunci di privati che hanno cucciolate da regalare. Troverete di tutto, vale la pena tenerlo d’occhio, sicuramente troverete quello che cercate e se siete preoccupati che i cani del canile siano traumatizzati qua ne trovate che vengono da famiglie o associazioni animaliste, quindi sanissimi e senza sofferenze (e comunque gratis).

Un consiglio da uno che ha sempre avuto cani? Lasciate perdere i pedigree … non servono a nulla se non a soddisfare il vostro ego e il portafogli di chi ve lo vende. Un cane con pedigree non vi vorrà più bene di un bastardino e non avrà un carattere migliore …

I grandi Maestri dei nostri tempi: Tiziano Terzani

16 aprile 2010

La Vita delle Piante

2 marzo 2010

Le piante sono esseri viventi a tutti gli effetti, chi va spesso per boschi lo sa bene. La loro vita è però silente, percepibile solo a chi sa “Ascoltare” al di là dei cinque sensi. Comunicano tra loro e non solo,  provano una cosa che possiamo interpretare come “emozioni”. Dove ci sono piante sotto (e sopra) brulica la vita:  vermi, funghi, insetti, muschio, parassiti, ragni, scoiattoli, uccelli ………e  noi ………
Con il nostro stile di vita ci siamo “leggermente” dissociati da questa semplice verità, da questa “sacralità” insita nel percepirci semplicemente parte di un organismo complesso più grande di noi (…e più saggio!).

Se ne era accorto Seneca:

Se ti si affaccia selva folta di piante annose e d’insolita altezza, che pel denso intreccio dei rami tolga alla luce del cielo di penetrarvi: quel luogo eupo e segreto, e l’ammirazione di quell’ombre protese ti fanno fede dell’esistenza delle divinità. 

Boudelair ne era addirittura spaventato:

Voi mi atterrite, immensi boschi, come se foste cattedrali. Quando urlate come l’organo, e nei nostri cuori maledetti,camere di eterno lutto dove vibrano rantoli antichi, rispondono gli echi dei vostri De profundis.

Il Buddha lo percepiva chiaramente:

La foresta è un organismo di illuminata bontà e benevolenza. Nulla domanda per la propria esistenza e moltiplica con generosità i prodotti della sua attività vitale, offrendo protezione ad ogni essere ed elargendo ombra anche al taglialegna che la distrugge.

Anche alcuni Santi Cristiani lo capirono, come San Bernardo di Chiaravalle:

Troverai più nei boschi che nei libri, gli alberi e le rocce t’insegneranno cose che nessun maestro ti dirà.

e ovviamente San Francesco:

Laudato si, mi signore per sora nostra madre Terra, la quale ne sustenta e governa, e produce diversi frutti con coloriti fiori ed erba …

E’ stato decatato da Shakespeare in “Come vi piace”:

E ora, miei compagni e fratelli d’esilio,  ditemi voi se la consuetudine non ha fatto di questa vita un bene più dolce della pompa mondana. Non sono più fidati i boschi che le sale della corte invidiosa ? (…) Questa vita nostra che scorre romita dal mondo sa intendere le voci delle piante, ascoltare i sermoni delle pietre, leggere la corrente che va via: trovare in ogni cosa il suo bene. Oh, non cambierei con nessuno il mio stato …..

e pensare che era una cosa ovvia, naturale, scontata al tempo dei Nativi Americani come Alce Nero:

Mi trovavo sulla montagna più alta, e intorno a me e sotto di me c’era l’intero cerchio del mondo. Mentre ero lì vidi più di quanto io possa dire, e compresi più di quanto vidi; perché vedevo in modo sacro le forme di tutte le cose nello spirito, e la forma di tutte le forme, perché queste devono vivere insieme come un unico essere. E vidi che l’anello sacro della mia gente era uno dei tanti anelli che compongono un cerchio vasto come la luce del giorno e il chiarore delle stelle, al centro cresceva un albero possente e rigoglioso, fatto per offrire riparo a tutti gli uomini, figli di una sola Madre e di un solo Padre. E vidi che era SACRO.

Fortunatamente ovunque ci sono piccoli segnali di un cambiamento di tendenza, c’è chi fa ascoltare musica classica ai vigneti per produrre buon vino (con risultati certificati di tutto rispetto) e c’è chi si è inventato un apparecchio in grado di tradurre in suoni le voci delle piante … diversi modi di interagire con l’udito, in attesa che l’ego e con lui l’avidità e la vanità del mondo consumistico si dissolva in noi permettendoci di “Ascoltare” veramente … e magari di capire fino in fondo quanto fuori strada siamo andati, per porvi finalmente rimedio.

Se il clima fosse una banca, l’avrebbero già salvato! – Discorso di Chavez a Copenhagen

28 dicembre 2009

Via il blog di Petrolio e  “Come Don Chisciotte” vi giro questo discorso di Hugo Chavez durante il fallimentare vertice di Copenhagen.

Il discorso del presidente venezuelano al vertice climatico di Copenhagen

DI HUGO CHAVEZ

Signor Presidente, signori, signore, amici e amiche, prometto che non parlerò più di quanto sia già stato fatto questo pomeriggio, ma permettetemi un commento iniziale che avrei voluto facesse parte del punto precedente discusso da Brasile, Cina, India e Bolivia. Chiedevamo la parola, ma non è stato possibile prenderla.

Ha parlato la rappresentante della Bolivia, e porgo un saluto al compagno Presidente Evo Morales qui presente, Presidente della Bolivia.

Tra varie cose ha detto, ho preso nota: il testo che è stato presentato non è democratico, non è rappresentativo di tutti i paesi. Ero appena arrivato e mentre ci sedevamo abbiamo sentito il Presidente della sessione precedente, la signora Ministra, dire che c’era un documento da queste parti, che però nessuno conosce: ho chiesto il documento, ancora non l’abbiamo. Credo che nessuno sappia di questo documento top secret.

Certo, la collega boliviana l’ha detto, non è democratico, non è rappresentativo, ma signori e signore: siamo forse in un mondo democratico? Per caso il sistema mondiale è rappresentativo? Possiamo aspettarci qualcosa di democratico e rappresentativo nel sistema mondiale attuale? Su questo pianeta stiamo vivendo una dittatura imperiale e lo denunciamo ancora da questa tribuna: abbasso la dittatura imperiale! E che su questo pianeta vivano i popoli, la democrazia e l’uguaglianza!

E quello che vediamo qui è proprio il riflesso di tutto ciò: esclusione. C’è un gruppo di paesi che si credono superiori a noi del sud, a noi del terzo mondo, a noi sottosviluppati, o come dice il nostro grande amico Eduardo Galeano: noi paesi avvolti come da un treno che ci ha avvolti nella storia [sorta di gioco di parole tra desarrollados = sviluppati e arrollados = avviluppati NdT]. Quindi non dobbiamo stupirci di quello che succede, non stupiamoci, non c’è democrazia nel mondo e qui ci troviamo di fronte all’ennesima evidenza della dittatura imperiale mondiale.

Poco fa sono saliti due giovani, per fortuna le forze dell’ordine sono state decenti, qualche spintone qua e là, e i due hanno cooperato, no? Qui fuori c’è molta gente, sapete? Certo, non ci entrano tutti in questa sala, sono troppi; ho letto sulla stampa che ci sono stati alcuni arresti, qualche protesta intensa, qui per le strade di Copenaghen, e voglio salutare tutte quelle persone qui fuori, la maggior parte delle quali sono giovani.

Non ci sono dubbi che siano giovani preoccupati, e credo abbiano una ragione più di noi per essere preoccupati del futuro del mondo; noi abbiamo – la maggior parte dei presenti – già il sole dietro le spalle, ma loro hanno il sole in fronte e sono davvero preoccupati. Qualcuno potrebbe dire, Signor Presidente, che un fantasma infesta Copenaghen, parafrasando Karl Marx, il grande Karl Marx, un fantasma infesta le strade di Copenaghen e credo che questo fantasma vaga per questa sala in silenzio, gira in quest’aula, tra di noi, attraversa i corridoi, esce dal basso, sale, è un fantasma spaventoso che quasi nessuno vuole nominare: il capitalismo è il fantasma, quasi nessuno vuole nominarlo.

È il capitalismo, sentiamo ruggire qui fuori i popoli. Stavo leggendo qualcuna delle frasi scritte per strada, e di questi slogan (alcuni dei quali li ho sentiti anche dai due giovani che sono entrati), me ne sono scritti due. Il primo è Non cambiate il clima, cambiate il sistema.

E io lo riprendo qui per noi. Non cambiamo il clima, cambiamo il sistema! E di conseguenza cominceremo a salvare il pianeta. Il capitalismo, il modello di sviluppo distruttivo sta mettendo fine alla vita, minaccia di metter fine alla specie umana. E il secondo slogan spinge alla riflessione. In linea con la crisi bancaria che ha colpito, e continua a colpire, il mondo, e con il modo con cui i paesi del ricco Nord sono corsi in soccorso dei bancari e delle grandi banche (degli Stati Uniti si è persa la somma, da quanto è astronomica). Ecco cosa dicono per le strade: se il clima fosse una banca, l’avrebbero già salvato.

E credo che sia la verità. Se il clima fosse una delle grandi banche, i governi ricchi l’avrebbero già salvato. Credo che Obama non sia arrivato, ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace quasi nello stesso giorno in cui mandava altri 30mila soldati ad uccidere innocenti in Afghanistan, e ora viene qui a presentarsi con il Premio Nobel per la Pace, il Presidente degli Stati Uniti. Gli USA però hanno la macchinetta per fare le banconote, per fare i dollari, e hanno salvato, vabbè, credono di aver salvato, le banche e il sistema capitalista.

Bene, lasciando da parte questo commento, dicevo che alzavamo la mano per unirci a Brasile, India, Bolivia e Cina nella loro interessante posizione, che il Venezuela e i paesi dell’Alleanza Bolivariana condividono fermamente; però non ci è stata data la parola, per cui, Signor Presidente, non mi conteggi questi minuti, la prego.

Ho conosciuto, ho avuto il piacere di conoscere Hervé Kempf – è qui in giro -, di cui consiglio vivamente il libro “Perché i mega-ricchi stanno distruggendo il pianeta”, in francese, ma potete trovarlo anche in spagnolo e sicuramente in inglese. Hervé Kempf: Perché i mega-ricchi stanno distruggendo il pianeta. Per questo Cristo ha detto: E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio. Questo l’ha detto Cristo nostro Signore.

……. Bene, Signor Presidente, il cambiamento climatico è senza dubbio il problema ambientale più devastante di questo secolo, inondazioni, siccità, tormente, uragani, disgeli, innalzamento del livello del mare, acidificazione degli oceani e ondate di calore, tutto questo acuisce l’impatto delle crisi globali che si abbattono su di noi. L’attività umana d’oggi supera i limiti della sostenibilità, mettendo in pericolo la vita del pianeta, ma anche in questo siamo profondamente disuguali.

Voglio ricordarlo: le 500 milioni di persone più ricche del pianeta, 500 milioni, sono il sette per cento, sette per cento, seven per cento della popolazione mondiale. Questo sette per cento è responsabile, queste cinquecento milioni di persone più ricche sono responsabili del cinquanta per cento delle emissioni inquinanti, mentre il 50 per cento più povero è responsabile solo del sette per cento delle emissioni inquinanti.

Per questo mi sembra strano mettere qui sullo stesso piano Stati Uniti e Cina. Gli Stati Uniti hanno appena 300 milioni di abitanti. La Cina ha una popolazione quasi 5 volte più grande di quella degli USA.

Gli Stati Uniti consumano più di 20 milioni di barili di petrolio al giorno, la Cina arriva appena ai 5,6 milioni di barili al giorno, non possiamo chiedere le stesse cose agli Stati Uniti e alla Cina. Ci sono questioni da discutere, almeno potessimo noi Capi di Stato e di Governo sederci a discutere davvero di questi argomenti.

Inoltre, Signor Presidente, il 60% degli ecosistemi del pianeta hanno subito danni e il 20% della crosta terrestre è degradata; siamo stati testimoni impassibili della deforestazione, della conversione di terre, della desertificazione e delle alterazioni dei sistemi d’acqua dolce, dello sovrasfruttamento del patrimonio ittico, della contaminazione e della perdita della diversità biologica. Lo sfruttamento esagerato della terra supera del 30% la sua capacità di rigenerazione.

Il pianeta sta perdendo ciò che i tecnici chiamano la capacità di autoregolarsi, il pianeta la sta perdendo, ogni giorno si buttano più rifiuti di quanti possano essere smaltiti. La sopravvivenza della nostra specie assilla la coscienza dell’umanità. Malgrado l’urgenza, sono passati due anni dalle negoziazioni volte a concludere un secondo periodo di compromessi voluto dal Protocollo di Kyoto, e ci presentiamo a quest’appuntamento senza un accordo reale e significativo.

E voglio dire che riguardo al testo creato dal nulla, come qualcuno l’ha definito (il rappresentante cinese), il Venezuela e i paesi dell’Alleanza Bolivariana per le Americhe, noi non accettiamo nessun altro testo che non derivi dai gruppi di lavoro del Protocollo di Kyoto e della Convenzione: sono i testi legittimi su cui si sta discutendo intensamente da anni.

E in queste ultime ore credo che non abbiate dormito: oltre a non aver pranzato, non avete dormito. Non mi sembra logico che ora si produca un testo dal niente, come dite voi. L’obiettivo scientificamente sostenuto di ridurre le emissioni di gas inquinanti e raggiungere un accordo chiaro di cooperazione a lungo termine, oggi a quest’ora, sembra aver fallito.Almeno per il momento. Qual è il motivo? Non abbiamo dubbi. Il motivo è l’atteggiamento irresponsabile e la mancanza di volontà politica delle nazioni più potenti del pianeta…

Il conservatorismo politico e l’egoismo dei grandi consumatori, dei paesi più ricchi testimoniano di una grande insensibilità e della mancanza di solidarietà con i più poveri, con gli affamati, con coloro più soggetti alle malattie, ai disastri naturali, Signor Presidente, è chiaramente un nuovo ed unico accordo applicabile a parti assolutamente disuguali, per la grandezza delle sue contribuzioni e capacità economiche, finanziarie e tecnologiche, ed è evidente che si basa sul rispetto assoluto dei principi contenuti nella Convenzione.

I paesi sviluppati dovrebbero stabilire dei compromessi vincolanti, chiari e concreti per la diminuzione sostanziale delle loro emissioni e assumere degli obblighi di assistenza finanziaria e tecnologica ai paesi poveri per far fronte ai pericoli distruttivi del cambiamento climatico. In questo senso, la peculiarità degli stati insulari e dei paesi meno sviluppati dovrebbe essere pienamente riconosciuta.

…. Le entrate totali delie 500 persone più ricche del mondo sono superiore alle entrate delle 416 milioni di persone più povere, le 2800 milioni di persone che vivono nella povertà, con meno di 2 dollari al giorno e che rappresentano il 40 per cento della popolazione mondiale, ricevono solo il 5 per cento delle entrate mondiale…

Ci sono 1100 milioni di persone che non hanno accesso all’acqua potabile, 2600 milioni prive di servizio di sanità, più di 800 milioni di analfabeti e 1020 milioni di persone affamate: ecco lo scenario mondiale.

E ora, la causa, qual è la causa? Parliamo della causa, non evitiamo le responsabilità, non evitiamo la profondità del problema, la causa senza dubbio, torno all’argomento di questo disastroso scenario, è il sistema metabolico distruttivo del capitale e della sua incarnazione: il capitalismo.

Ho qui una citazione di quel gran teologo della liberazione che è Leonardo Boff, come sappiamo, brasiliano, che dice: Qual è la causa? Ah, la causa è il sogno di cercare la felicità con l’accumulazione materiale e il progresso senza fine, usando, per fare ciò, la scienza e la tecnica con cui si possono sfruttare in modo illimitato le risorse della terra.

Può una terra finita sopportare un progetto infinito? La tesi del capitalismo, lo sviluppo infinito, è un modello distruttivo, accettiamolo.

….. Noi popoli del mondo chiediamo agli imperi, a quelli che pretendono di continuare a dominare il mondo e noi, chiediamo loro che finiscano le aggressioni e le guerre. Niente più basi militari imperiali, né colpi di Stato, costruiamo un ordine economico e sociale più giusto e equitativo, sradichiamo la povertà, freniamo subito gli alti livelli di emissioni, arrestiamo il deterioramento ambientale ed evitiamo la grande catastrofe del cambiamento climatico, integriamoci nel nobile obiettivo di essere tutti più liberi e solidari.
…. Questo pianeta è vissuto migliaia di milioni di anni, e questo pianeta è vissuto per migliaia di milioni di anni senza di noi, la specie umana: non ha bisogno di noi per esistere. Bene, noi senza la Terra non viviamo, e stiamo distruggendo il Pachanama*, come dice Evo e come dicono i nostri fratelli aborigeni del Sudamerica…

Hugo Chavez

Ma quale crisi? Il bello deve ancora arrivare!

5 agosto 2009
Previsioni sull'andamento dell'estrazione di fonti di energia fossile
Previsioni sull’andamento dell’estrazione di fonti di energia fossile
Anche il buon Obama purtroppo ha cominciato a fare previsioni sulla cosiddetta “crisi”. 
Fidandosi (forse troppo) degli autori dei suoi interventi è riuscito ad affermare anche che siamo “all’inizio della fine della grande recessione“.

Ci sono persone che continuano a ragionare come se tutto quello che abbiamo oggi sia dovuto… che NON PUO’ cambiare nulla nel nostro stile di vita, che avremo tutto ciò a cui siamo abituati, senza alcuna interruzione, per sempre. Ci sono anche persone, come il nostro valente statista che dopo aver negato per mesi l’esistenza della “crisi” se ne convince ma dichiara che la soluzione è l’ottimismo … basta non pensarci e non parlarne. Vede poi che non funziona (ovviamente per colpa della stampa comunista-pessimista)  e prepara un piano geniale per rilanciare l’economia: costruire 100mila abitazioni, cemento e asfalto ovunque, tanto quelle cose verdi là … come si chiamano … PIANTE, a cosa servono? non fanno fatturato! 
Posso immaginare (e condividere) la felicità del grande Adriano Celentano

Forse è vero che quelli che hanno il potere di cambiare le cose non si arrenderanno mai ad un nuovo paradigma che avanza, eppure timidi segnali mostrano che alcuni eminenti personaggi  di eminenti istituti di ricerca cominciano ad appoggiare la tesi di coloro che già da tempo si stanno preparando ad un cambiamento radicale.

Il grafico di inizio post indica le stime fatte da vari centri di ricerca ma non è aggiornato proprio perchè la IEA e CERA hanno rivisto le loro posizioni. L’immagine l’ho tratta dal sito di “The Oil Drum” (www.theoildrum.com).
Clicca qui per vedere l’immagine a schermo intero … e cominciate a prepararvi.

Forse nuove tecnologie e antiche saggezze potrebbero fondersi per creare qualcosa di diverso dall’attuale sistema economico basato sulla continua utopica crescita.

La bambina che zittì il mondo per 6 minuti.

30 luglio 2009

Nel 1992 una bambina di 12 anni che si chiamava Severn Suzuki andò ad un congresso delle Nazioni Unite. Andò con un discorso composto con le sue amiche e lo lesse di fronte a capi di stato, politici, giornalisti, amministratori. Zittì tutti per 6 minuti. Pur cosciente che con le sole parole non si fanno cambiamenti radicali, questa bambina è riuscita a parlare diritta al cuore dei potenti. Mise completamente a nudo con semplici parole le incoerenze della società moderna.

Persone come lei sono veri “Santi”, e quelle sono le vere parole che non bisognerebbe mai stancarsi di pronunciare altro che Herr Ratzinger e la finestrella della domenica …

L’uomo, l’animale più pericoloso del pianeta (e il video semi-scomparso).

15 giugno 2009
Cucciolo gettato nel burrone da militare USA in Iraq

Cucciolo gettato nel burrone da militare USA in Iraq

L’uomo non uccide solo per stretta necessità a differenza di tutti gli altri animali presenti sul pianeta…
L’uomo uccide per denaro
L’uomo uccide per invidia
L’uomo uccide per noia
L’uomo uccide per divertimento
L’uomo uccide per ignoranza
L’uomo uccide per insensibilità

Date un occhio a questo video se il link è ancora funzionante … sta per essere insabbiato. Da youtube sono già riusciti a farlo sparire.
Ritrae due militari statunitensi in Iraq che gettano da una rupe un cucciolo di cane impaurito.
Fa rabbrividire la serenità e il clima gioviale che riescono a creare mentre compiono un gesto che non ha nemmeno una spiegazione … che lascia quasi frastornati tanta è l’insensibilità dei due imbecilli. La mente che muove quel braccio non ha quasi nulla di umano e mi fa pensare a quegli uomini in divisa come ad esseri completamente diversi da me tanto è lontano il punto di vista delle cose, del valore attribuito alla vita in qualunque forma essa si manifesti.

CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO

… a voi ogni commento …