I miei primi 500 km con lo scooter elettrico.


Premessa: Non sono un esperto di moto né di motori a scoppio. Le mie conoscenze a riguardo si fermano a un cinquantino guidato da 14enne. Le mie valutazioni saranno solo quelle di un normale cittadino con qualche cognizione in materia elettrica e con una spiccata sensibilità ambientale.
La ditta per cui lavoro ha recentemente avviato una iniziativa intelligente : hanno acquistato una serie di veicoli elettrici e li hanno noleggiati ai dipendenti. Un boom di richieste che nemmeno l’azienda si aspettava… Io sono uno di quelli che ha avuto la fortuna di salire in sella a questo “mezzo del futuro”.
Prima di parlare di futuro però, volevo fare …

Un tuffo nel passato:
I primi veicoli costruiti dal genere umano, contrariamente a quanto si pensa, erano elettrici. Dalle carrozze a cavallo, agli inizi del ‘900 eravamo passati direttamente alle carrozze elettriche che scorrazzavano per le strade in maggior numero rispetto a quelle a scoppio.

L’ideale dell’automobilismo sarebbe, dunque, una carrozza elettrica, i cui accumulatori fossero leggeri e potessero immagazzinare tale quantità di elettricità da non aver mai a temere arresti.
(Non è una frase di Obama del 2009 ma di Emilio Guarini, 1903 )

Stiamo quindi rivalutando una tecnologia del secolo scorso messa prematuramente in disparte in favore di prestazioni che ottimizzassero i tempi e utilizzando i derivati del petrolio che all’epoca erano estremamente a buon mercato a causa dell’enorme offerta a fronte di una scarsa domanda. Non avevamo però considerato le conseguenze a lungo termine di questa scelta: l’inquinamento dell’aria.
Il raggiungimento del picco di Hubbert  e quindi la fine dell’approvvigionamento di petrolio a buon mercato unitamente alla diminuzione dell’aspettativa di vita nella pianura padana a causa dell’inquinamento sarebbero motivi più che validi, qualora non bastasse il rispetto per la Natura, per passare tornare ad un mezzo di questo tipo.

Vectrix: Ride the Revolution
Appena saliti a bordo e girata la chiavetta viene effettuato un controllo dell’elettronica di bordo (test luci e segnalatori). Superato il controllo si illumina la scritta “OK” sul display LCD. A questo punto per abilitare il motore si dovranno premere i due freni (prima il sinistro,  quindi il destro) si accenderà la scritta “GO” e siamo pronti per partire, cosa che lascia vagamente attoniti le prime volte visto che in questa condizione non emette il benchè minimo suono.  Basta accelerare e il veicolo silenziosamente comincia a muoversi. Degna di nota l’accelerazione. La coppia massima di 65Nm imprime al mezzo una accelerazione potente e costante fino a raggiungere la velocità di 110 km/h massimi in meno di 8 secondi. Lascia spesso indietro anche gli scooter e gli altri mezzi a combustibile. Il tutto a emissioni ZERO e senza rumori, a parte un leggero sibilo causato dal motore elettrico e dallo spostamento dell’aria.  Non è vero che è troppo silenzioso e per questo potrebbe diventare un pericolo per ciclisti/pedoni.  Semplicemente dovremo fare una “taratura” del  nostro udito,  purtroppo tormentato da mezzi molto più rumorosi. Per i “pedoni del futuro” sarà solo una questione di abitudine il fatto di associare il sibilo del Vectrix ad un fattore di potenziale pericolo (= mezzo in arrivo). Molto buone le dotazioni per la sicurezza che prevedono micro interruttori per evitare le situazioni di rischio. Ad esempio finché il cavalletto di sostegno non viene tirato su, il sistema non darà il consenso a partire, segnalando il motivo tramite un apposito indicatore (in questo caso una spia con un cavalletto stilizzato).

Autonomia reale (testata e garantita):
Le batterie al Nickel Metal Hydride (NiMH) riescono ad accumulare 3,7 kWh.
Il primo giorno che sono salito sul Vectrix, l’ho guidato in maniera “aggressiva”, con accelerazioni brusche e velocità sostenuta. In queste condizioni il Vectrix pur dando soddisfazione anche agli amanti della alte prestazioni, non supera i 35 km di autonomia. 
Sul display si possono vedere i km stimati residui, variano parecchio in base al tipo di guida (e al carattere del pilota). Se si deve percorrere molta strada basterà adeguare la velocità in base alla tratta che dovremo percorrere. Per far salire l’autonomia a 88-90 km basterà mantenere una velocità intorno ai 40-45 km/h evitando se possibile le accelerazioni brusche. Mi è capitato di entrare in riserva una sola volta. Si accende la spia della batteria e la velocità viene limitata a 30km/h per scendere gradualmente a 10km/h man mano che percorriamo strada. In questo modo riusciremo a percorrere almeno 8 chilometri.

La rigenerazione dell’energia in frenata.
Ci vuole qualche giorno di guida per prendere dimestichezza con il Vectrix, ma una volta capiti i limiti e le potenzialità dello stesso, vi ritroverete a divertirvi, soprattutto con la funzione di rigenerazione.
In un veicolo convenzionale ogni volta che vengono azionati i freni per rallentare, si perde dell’energia cinetica che genera solo calore e usura i freni. Non è così nel Vectrix  dal momento che come nella Prius questa energia cinetica viene recuperata e utilizzata sotto forma di energia elettrica per ricaricare la batteria. Tutto questo diventa particolarmente utile nella guida stop-and-go tipica della città. La rigenerazione si attiva quando giriamo la manopola dell’acceleratore al contrario, il motore elettrico da quel momento diventa un generatore. Avevo già letto alcuni articoli inerenti questo sistema ma non avevo mai avuto il piacere di provarlo. Ha veramente l’efficacia di un freno vero e proprio ma oltre a non usurarsi nulla, ci ciuta ad aumentare l’autonomia del mezzo. Dopo due giorni vi accorgerete che i freni non li userete praticamente più, se non per situazioni di emergenza.

Conclusioni.
l’impressione finale è ottima. Un gran bel mezzo che già domani (anzi … OGGI!) potrebbe sostituire l’85% dei veicoli tradizionali. Per quasi tutti noi infatti, il tragitto casa-lavoro è inferiore a 50km. Se consideriamo che i veicoli tradizionali emettono più di 180gr per ogni chilometro percorso, risulta chiara l’importanza e l’utilità che avrà il Vectrix (o veicoli analoghi) nell’immediato futuro. Ogni mattina si spostano più di 20 milioni di vetture, tutte con una sola persona a bordo.  Muoviamo  automobili da più di 700 kg per portare 70kg di carne al lavoro … c’è qualcosa che non va.  E si vede nell’aria questo “qualcosa”,  si respira …
Ebbene, sostituendo questi 20 milioni di mezzi con 20 milioni di Vectrix o similari, avremmo ogni giorno  180 milioni di kg ci CO2 in meno immessi nell’atmosfera (senza contare gli altri inquinanti). A questo punto dipende solo da ciascuno di noi e da nessun altro. Considerate che all’interno di un serbatoio buttiamo all’anno una media di almeno 2500€ di carburante. In meno di 3 anni il Vectrix si è ammortizzato. Devo ancora trovare risposta ad una mia domanda: quanti chilometri deve percorrere il Vectrix prima di ammortizzare l’energia spesa per costruirlo? E’ la classica domanda che facevano per i moduli fotovoltaici ed era giusto che ce la facessero. In quel caso è stato appurato che dopo 2 o 3 anni di esposizione, un modulo fotovoltaico ha generato l’energia spesa per produrlo … ma il Vectrix? 
Comunque, anche se ci volesse tutto il suo ciclo di vita … ne varrebbe la pena, anche se siamo coscienti che il mezzo più ecologico è la bicicletta!

  • Curiosità:
    Greenpeace chiede che sia approvata dal Parlamento Europeo una legislazione che imponga il limite di 120 g/km di CO2 per la media delle automobili di nuova produzione entro il 2012 e 80g/km entro il 2020. Inoltre, aggiungono, serve l’applicazione di sanzioni significative per chi non rispetta questi standard, senza offrire alcun trattamento speciale per i produttori di automobili pesanti. Direi che viste (e guidate) le potenzialità della tecnologia attuale, il Parlamento Europeo non avrà problemi ad approvarla, no? Staremo a vedere …
  • “L’avvento” di questo mezzo a casa mia a causato il susseguirsi di strane simpatiche scenette. I miei due pargoli quando devono fare il rumore della “moto del papà” non fanno più il classico “Brruummm-Brrruuuummmm” ma fanno “shhhhhhhhhhh” (come lo shhhh che si fa per chiedere silenzio). Nicola che ha 4 anni quando adesso vede uno scooter per strada mi chiede: “ma… papà… perchè quella moto fa così tanto rumore? Non posso fare altro che sorridere cercando di spiegargli che quella è la moto della “vecchia generazione”, che guidavamo noi adulti, mentre quella che ha il papà forse è una delle moto che guideranno loro quando saranno grandi. Una moto che non puzza, che non fa rumore, che al posto della benzina (che puzza pure quella) gli si da “da mangiare” la pappa che viene dal sole … sembra davvero una favola per bambini e mentre gliela racconto mi ritrovo poi a pensare al mondo in cui potrebbero vivere una volta adulti.

Se non l’avete mai visto vi consiglio questo documentario: “Who kills the electric cars?” (-Chi ha ucciso l’auto elettrica?- sottotitoli in italiano) [Link diretto via Youtube]

update (12/05/10):
A malincuore (ma per onor di verità questo ed altro) devo comunicarvi che 4 Vectrix su 4 si sono danneggiati … avevano tutti percorso meno di mille km.
L’assistenza era irragiungibile perchè Vectrix aveva dichiarato bancarotta (nel tentativo di richiamare potenziali acquirenti/investitori). Sono rimasti fermi dei mesi, poi Vectrix è riemersa dalle sue ceneri e siamo riusciti a far riparare i mezzi.
Elettronica troppo delicata e fusibili “deboli” hanno frenato (senza recupero di energia 🙂 i miei entusiasmi… speriamo che la prossima imminente versione sopperisca a questi difetti.
Ad oggi il miglior mezzo (anche in termini di affidabilità) su cui sono salito è il GTS assemblato da Lukas Two …
Ah … non risparmiate sulle batterie! 🙂

Annunci

Tag: , ,

3 Risposte to “I miei primi 500 km con lo scooter elettrico.”

  1. Enricom75 Says:

    Piccolo update:

    Va cercata una soluzione per il possibile collasso della rete elettrica nazionale nel caso in cui questi veicoli sulle strade diventassero milioni. Inoltre i veicoli elettrici o ibridi come la Prius contengono svariati etti di materiali rari i cui stati di provenienza si stanno opponendo al loro espatrio (per ovvi motivi… se è raro e serve … meglio tenerselo stretto). Inoltre sono da sistemare alcune debolezze tecniche/pratche dei mezzi (parlo del Vectrix): per un fusibile esploso abbiamo dovuto “sventrarlo” togliendo addirittura le batterie … facilmente risolvibile posizionando il già debole fusibile in una zona più comoda.

  2. Riki Says:

    Ciao a tutti
    E’ indubbio che inizialmente lo scetticismo e gli imprevisti delle nuove tecnologie possano frenare la grande alternativa nel trasporto pubblico e privato dato dalla “mobilità sostenibile” ma vi assicura che oggi, copiando noi dai cinesi che ne vendono circa 80.000.000 di pezzi all’anno, possiamo trovare in commercio prodotti validi e sempre più all’avanguardia.
    Girando nel web ho trovato questo sito scooternatura.com che offre modelli di scooter elettrici dal design attualissimo e soprattutto dalle prestazioni perfette per il traffico cittadino e turistico. inoltre l’azienda ha capito che è inutile lucrare esageratamente sulla vendita fine a se stessa; l’idea è di trasmettere la filosofia dell’eco-mobilità motivando i primi acquirenti con prezzi sbalorditivi !!! date un occhiata e vi assicuro che appena capite le vere potenzialità del motore elettrico diventerete i testimonial di un futuro migliore per i nostri figli .

  3. MICHELE Says:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: