No dal Molin. La verità sulla manifestazione del 4 luglio.


nodalmolin

Vicenza, 4 luglio 2009.
Il corposo corteo No Dal Molin è pronto per partire in direzione Ponte Marchese.
Erano state richieste e ottenute le autorizzazioni e i permessi per poter fare la manifestazione lungo un percorso ben preciso e i poliziotti avrebbero dovuto restare all’interno della base, presidiandone il perimetro. Ieri però a Vicenza è successa una cosa strana. Ne avevo già avuto il sentore, mentre mi avvicinavo a piedi. Elicotteri in rotazione continua che mi riportarono la mente al G8 di Genova, poliziotti già in assetto antisommossa che anzichè presidiare l’interno della base erano tranquillamente in mezzo alla strada dove avrebbe dovuto passare il corte, a volte occludendone completamente il passaggio.

Parte il corteo, già al presidio si ferma (era partito 1 km prima). Giungono notizie che il ponte è praticamente bloccato per via di uno schieramento di forze dell’ordine. Il coordinamento del presidio è lì, che parla con i poliziotti e con il questore. Io sono lì dietro, all’inizio del ponte. Chiediamo inutilmente ai poliziotti e al questore di allontanarsi e di farci passare. Passano i minuti, e sotto il caldo afoso la tensione aumenta. Preghiamo le donne e i bambini  presenti nella zona del ponte di allontanarsi, di arretrare verso il presidio. Vedo sempre più persone formarsi, da entrambi gli schieramenti. I poliziotti ridacchiano e si preparano. Sembra abbiano già deciso: non c’è spazio per la trattativa.  
Al questore o al suo vice sono sicuramente arrivate le urla: “state violando il diritto a manifestare, dovevate  stare all’interno delle reti”. La tensione sta aumentando ancora. Sono stati indossati dai poliziotti scudi e manganelli.  Vedo ritirarsi gli “ambasciatori”, mentre una piccola indipendente testa del corteo prende forma davanti al ponte. Anche in questo versante, su esempio degli antagonisti, si indossano i caschi, qualcuno indossa uno scolapasta, probabilmente le manganellate passate, prese senza motivo, sono servite come esperienza. Questo agglomerato di “decisi” (a far valere il loro diritto di manifestare),  parte avanzando compatta e lenta, protetta da alcuni posticci scudi di plexiglas. Molti di loro dichiarano che è meglio prendere una manganellata in testa piuttosto che vivere in un paese dove ti impediscono di manifestare (pur avendo l’autorizzazione a farlo). Sento uno scoppio: un petardo o un lacrimogeno. Da quel momento è pura confusione.

  Mi allontano di poco. Guardo il alto e vedo una brutta scena: 6 fumogeni mi passano sopra la testa, a 10 metri di altezza, per poi piombare sul campo di mais vicino alla strada. Sento i manifestanti urlare. Quelli indietro erano ignari di quello che stava succedendo sul ponte. Era quasi un’ora che c’eravamo fermati e le persone si erano “accampate” in attesa di novità, chiacchierando tranquillamente. In 5 secondi si sono trovati in mezzo ad una nube lacrimogena, cercando di scappare verso il presidio. Anch’io mi stavo dirigendo là, quando altri fumogeni sono piombati sul campo vicino a dov’ero e sono stato avvolto da una folata lacrimogena, mentre sul ponte i manganelli continuavano il loro sporco lavoro. Dopo gli scontri, durati in tutto solo un paio di minuti, la situazione si è calmata e sono ripartite le trattative sul ponte. Dopo un altra ora circa, i poliziotti si sono ritirati, liberando di fatto la via. Il corteo poco dopo è ripartito pacificamente e al gran completo per percorrere la strada che porta all’ingresso della base. Arrivati all’altezza di viale Dal Verme abbiamo notato numerose camionette ferme in mezzo alla strada. Per evitare altri momenti di tensione è stata sciolta la  manifestazione. Un diluvio improvviso ha poi contribuito a raffreddare ulteriormente gli animi di tutti.
Segnalo che gli unici TG presenti erano quello di “Sky TG 24” (con camionetta satellitare) e una telecamera della RAI.

  1. Da segnalare:
    Finchè camminavo verso il presidio, prima della manifestazione, vidi le camionette all’interno delle quali aspettavano i numerosi militari. Su una di queste camionette ho sentito provenire della musica heavy-metal. Al di là dei gusti musicali, dagli atteggiamenti era evidente che si stavano … caricando. Una scena che mi infuse una allarmata tristezza.
  2. Dal fronte No Dal Molin d’altro canto, non mi è piaciuto vedere alcuni comunisti vecchio stampo passare con i pugni alzati proferendo sfottò alle forze dell’ordine, quando tutto ormai si era tranquillizzato. Per certi versi è lo stesso errore di prima. Si stimola il disprezzo.
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