Archive for luglio 2009

La bambina che zittì il mondo per 6 minuti.

30 luglio 2009

Nel 1992 una bambina di 12 anni che si chiamava Severn Suzuki andò ad un congresso delle Nazioni Unite. Andò con un discorso composto con le sue amiche e lo lesse di fronte a capi di stato, politici, giornalisti, amministratori. Zittì tutti per 6 minuti. Pur cosciente che con le sole parole non si fanno cambiamenti radicali, questa bambina è riuscita a parlare diritta al cuore dei potenti. Mise completamente a nudo con semplici parole le incoerenze della società moderna.

Persone come lei sono veri “Santi”, e quelle sono le vere parole che non bisognerebbe mai stancarsi di pronunciare altro che Herr Ratzinger e la finestrella della domenica …

Connesso alla rete il primo impianto fotovoltaico della Val Posina

28 luglio 2009

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Oggi è stato allacciato alla rete di distribuzione il primo impianto fotovoltaico della Val Posina.

Composto da 13 moduli Solon da 230wp e un inverter SMA SB300TL-20 produrrà circa 3080 kwh/anno
Quindi per ogni anno di funzionamento eviterà l’immissione in atmosfera di quasi 1800 kg di CO2 ed eviterà la combustione di 290 kg di petrolio. In 20 anni quindi si eviterà la combustione di 6 TEP (Tonnellate Equivalenti di Petrolio)

Un’altra goccia in un mare di speranza.

Grazie mille a Raffaele Pravato e a Silvano Cattelan per l’installazione, a Paolo e Lucia (i proprietari di Cà Polenta) per l’ottimo investimento… e grazie al piccolo Nicola per l’aiuto! 😉

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30 luglio 2009: Seguiranno i dati di produzione…
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Eccoli qui:

2 agosto 2009:
il primo giorno intero di funzionamento ha prodotto 17.2kwh (quasi 10kg di CO2 non immessa)! Niente male considerato anche che è a sud-est (-45°) e con inclinazione di soli 20 gradi.

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Il caso “Levio Loris” non è un caso isolato.

22 luglio 2009

Non so se sia peggio un “giocattolo tossico” o una spiaggia ricolma di rifiuti ospedalieri

Dedicato a chi ama la vita!

22 luglio 2009

I miei primi 500 km con lo scooter elettrico.

19 luglio 2009

Premessa: Non sono un esperto di moto né di motori a scoppio. Le mie conoscenze a riguardo si fermano a un cinquantino guidato da 14enne. Le mie valutazioni saranno solo quelle di un normale cittadino con qualche cognizione in materia elettrica e con una spiccata sensibilità ambientale.
La ditta per cui lavoro ha recentemente avviato una iniziativa intelligente : hanno acquistato una serie di veicoli elettrici e li hanno noleggiati ai dipendenti. Un boom di richieste che nemmeno l’azienda si aspettava… Io sono uno di quelli che ha avuto la fortuna di salire in sella a questo “mezzo del futuro”.
Prima di parlare di futuro però, volevo fare …

Un tuffo nel passato:
I primi veicoli costruiti dal genere umano, contrariamente a quanto si pensa, erano elettrici. Dalle carrozze a cavallo, agli inizi del ‘900 eravamo passati direttamente alle carrozze elettriche che scorrazzavano per le strade in maggior numero rispetto a quelle a scoppio.

L’ideale dell’automobilismo sarebbe, dunque, una carrozza elettrica, i cui accumulatori fossero leggeri e potessero immagazzinare tale quantità di elettricità da non aver mai a temere arresti.
(Non è una frase di Obama del 2009 ma di Emilio Guarini, 1903 )

Stiamo quindi rivalutando una tecnologia del secolo scorso messa prematuramente in disparte in favore di prestazioni che ottimizzassero i tempi e utilizzando i derivati del petrolio che all’epoca erano estremamente a buon mercato a causa dell’enorme offerta a fronte di una scarsa domanda. Non avevamo però considerato le conseguenze a lungo termine di questa scelta: l’inquinamento dell’aria.
Il raggiungimento del picco di Hubbert  e quindi la fine dell’approvvigionamento di petrolio a buon mercato unitamente alla diminuzione dell’aspettativa di vita nella pianura padana a causa dell’inquinamento sarebbero motivi più che validi, qualora non bastasse il rispetto per la Natura, per passare tornare ad un mezzo di questo tipo.

Vectrix: Ride the Revolution
Appena saliti a bordo e girata la chiavetta viene effettuato un controllo dell’elettronica di bordo (test luci e segnalatori). Superato il controllo si illumina la scritta “OK” sul display LCD. A questo punto per abilitare il motore si dovranno premere i due freni (prima il sinistro,  quindi il destro) si accenderà la scritta “GO” e siamo pronti per partire, cosa che lascia vagamente attoniti le prime volte visto che in questa condizione non emette il benchè minimo suono.  Basta accelerare e il veicolo silenziosamente comincia a muoversi. Degna di nota l’accelerazione. La coppia massima di 65Nm imprime al mezzo una accelerazione potente e costante fino a raggiungere la velocità di 110 km/h massimi in meno di 8 secondi. Lascia spesso indietro anche gli scooter e gli altri mezzi a combustibile. Il tutto a emissioni ZERO e senza rumori, a parte un leggero sibilo causato dal motore elettrico e dallo spostamento dell’aria.  Non è vero che è troppo silenzioso e per questo potrebbe diventare un pericolo per ciclisti/pedoni.  Semplicemente dovremo fare una “taratura” del  nostro udito,  purtroppo tormentato da mezzi molto più rumorosi. Per i “pedoni del futuro” sarà solo una questione di abitudine il fatto di associare il sibilo del Vectrix ad un fattore di potenziale pericolo (= mezzo in arrivo). Molto buone le dotazioni per la sicurezza che prevedono micro interruttori per evitare le situazioni di rischio. Ad esempio finché il cavalletto di sostegno non viene tirato su, il sistema non darà il consenso a partire, segnalando il motivo tramite un apposito indicatore (in questo caso una spia con un cavalletto stilizzato).

Autonomia reale (testata e garantita):
Le batterie al Nickel Metal Hydride (NiMH) riescono ad accumulare 3,7 kWh.
Il primo giorno che sono salito sul Vectrix, l’ho guidato in maniera “aggressiva”, con accelerazioni brusche e velocità sostenuta. In queste condizioni il Vectrix pur dando soddisfazione anche agli amanti della alte prestazioni, non supera i 35 km di autonomia. 
Sul display si possono vedere i km stimati residui, variano parecchio in base al tipo di guida (e al carattere del pilota). Se si deve percorrere molta strada basterà adeguare la velocità in base alla tratta che dovremo percorrere. Per far salire l’autonomia a 88-90 km basterà mantenere una velocità intorno ai 40-45 km/h evitando se possibile le accelerazioni brusche. Mi è capitato di entrare in riserva una sola volta. Si accende la spia della batteria e la velocità viene limitata a 30km/h per scendere gradualmente a 10km/h man mano che percorriamo strada. In questo modo riusciremo a percorrere almeno 8 chilometri.

La rigenerazione dell’energia in frenata.
Ci vuole qualche giorno di guida per prendere dimestichezza con il Vectrix, ma una volta capiti i limiti e le potenzialità dello stesso, vi ritroverete a divertirvi, soprattutto con la funzione di rigenerazione.
In un veicolo convenzionale ogni volta che vengono azionati i freni per rallentare, si perde dell’energia cinetica che genera solo calore e usura i freni. Non è così nel Vectrix  dal momento che come nella Prius questa energia cinetica viene recuperata e utilizzata sotto forma di energia elettrica per ricaricare la batteria. Tutto questo diventa particolarmente utile nella guida stop-and-go tipica della città. La rigenerazione si attiva quando giriamo la manopola dell’acceleratore al contrario, il motore elettrico da quel momento diventa un generatore. Avevo già letto alcuni articoli inerenti questo sistema ma non avevo mai avuto il piacere di provarlo. Ha veramente l’efficacia di un freno vero e proprio ma oltre a non usurarsi nulla, ci ciuta ad aumentare l’autonomia del mezzo. Dopo due giorni vi accorgerete che i freni non li userete praticamente più, se non per situazioni di emergenza.

Conclusioni.
l’impressione finale è ottima. Un gran bel mezzo che già domani (anzi … OGGI!) potrebbe sostituire l’85% dei veicoli tradizionali. Per quasi tutti noi infatti, il tragitto casa-lavoro è inferiore a 50km. Se consideriamo che i veicoli tradizionali emettono più di 180gr per ogni chilometro percorso, risulta chiara l’importanza e l’utilità che avrà il Vectrix (o veicoli analoghi) nell’immediato futuro. Ogni mattina si spostano più di 20 milioni di vetture, tutte con una sola persona a bordo.  Muoviamo  automobili da più di 700 kg per portare 70kg di carne al lavoro … c’è qualcosa che non va.  E si vede nell’aria questo “qualcosa”,  si respira …
Ebbene, sostituendo questi 20 milioni di mezzi con 20 milioni di Vectrix o similari, avremmo ogni giorno  180 milioni di kg ci CO2 in meno immessi nell’atmosfera (senza contare gli altri inquinanti). A questo punto dipende solo da ciascuno di noi e da nessun altro. Considerate che all’interno di un serbatoio buttiamo all’anno una media di almeno 2500€ di carburante. In meno di 3 anni il Vectrix si è ammortizzato. Devo ancora trovare risposta ad una mia domanda: quanti chilometri deve percorrere il Vectrix prima di ammortizzare l’energia spesa per costruirlo? E’ la classica domanda che facevano per i moduli fotovoltaici ed era giusto che ce la facessero. In quel caso è stato appurato che dopo 2 o 3 anni di esposizione, un modulo fotovoltaico ha generato l’energia spesa per produrlo … ma il Vectrix? 
Comunque, anche se ci volesse tutto il suo ciclo di vita … ne varrebbe la pena, anche se siamo coscienti che il mezzo più ecologico è la bicicletta!

  • Curiosità:
    Greenpeace chiede che sia approvata dal Parlamento Europeo una legislazione che imponga il limite di 120 g/km di CO2 per la media delle automobili di nuova produzione entro il 2012 e 80g/km entro il 2020. Inoltre, aggiungono, serve l’applicazione di sanzioni significative per chi non rispetta questi standard, senza offrire alcun trattamento speciale per i produttori di automobili pesanti. Direi che viste (e guidate) le potenzialità della tecnologia attuale, il Parlamento Europeo non avrà problemi ad approvarla, no? Staremo a vedere …
  • “L’avvento” di questo mezzo a casa mia a causato il susseguirsi di strane simpatiche scenette. I miei due pargoli quando devono fare il rumore della “moto del papà” non fanno più il classico “Brruummm-Brrruuuummmm” ma fanno “shhhhhhhhhhh” (come lo shhhh che si fa per chiedere silenzio). Nicola che ha 4 anni quando adesso vede uno scooter per strada mi chiede: “ma… papà… perchè quella moto fa così tanto rumore? Non posso fare altro che sorridere cercando di spiegargli che quella è la moto della “vecchia generazione”, che guidavamo noi adulti, mentre quella che ha il papà forse è una delle moto che guideranno loro quando saranno grandi. Una moto che non puzza, che non fa rumore, che al posto della benzina (che puzza pure quella) gli si da “da mangiare” la pappa che viene dal sole … sembra davvero una favola per bambini e mentre gliela racconto mi ritrovo poi a pensare al mondo in cui potrebbero vivere una volta adulti.

Se non l’avete mai visto vi consiglio questo documentario: “Who kills the electric cars?” (-Chi ha ucciso l’auto elettrica?- sottotitoli in italiano) [Link diretto via Youtube]

update (12/05/10):
A malincuore (ma per onor di verità questo ed altro) devo comunicarvi che 4 Vectrix su 4 si sono danneggiati … avevano tutti percorso meno di mille km.
L’assistenza era irragiungibile perchè Vectrix aveva dichiarato bancarotta (nel tentativo di richiamare potenziali acquirenti/investitori). Sono rimasti fermi dei mesi, poi Vectrix è riemersa dalle sue ceneri e siamo riusciti a far riparare i mezzi.
Elettronica troppo delicata e fusibili “deboli” hanno frenato (senza recupero di energia 🙂 i miei entusiasmi… speriamo che la prossima imminente versione sopperisca a questi difetti.
Ad oggi il miglior mezzo (anche in termini di affidabilità) su cui sono salito è il GTS assemblato da Lukas Two …
Ah … non risparmiate sulle batterie! 🙂

Questo blog aderisce all’iniziativa del 14 luglio contro il bavaglio Alfano

13 luglio 2009
Clicca sull'immagine per maggiori informazioni.

Levio Loris e i rifiuti che diventavano giocattoli.

9 luglio 2009

levio loris

Nel padovano era presente un’attività di servizio ecologico e smaltimento rifiuti, la LEVIO LORIS
Molto presente e operoso in città, era tra quelli che offrivano il servizio più economico per bonifiche di amianto, trattamento rifiuti (anche tossici) e altri servizi per l’ambiente. Presente nel territorio da oltre 30 anni risultava certificata ISO 9001 e in via di certificazione per la norma ISO 14001 sui Sistemi di Gestione Ambientale (…complimenti ai certificatori). Nella loro home page leggete frasi come:

Il servizio ecologico per un futuro pulito

oppure

Un servizio accurato e preciso […]

Poi venne fuori un terribile sospetto …
Un sospetto che supera la fantasia del più bieco dei criminali, del più ignobile degli esseri umani:

sembra che i rifiuti tra cui alcuni speciali, definiti “tossici”, venissero messi in container e spediti in Cina come materie prime. Questi rifiuti sarebbero stati utilizzati anche per costruire … GIOCATTOLI !!! Dopodichè, sotto questa nuova, innocua forma, i giocattoli venivano rispediti indietro affinchè i nostri bambini potessero giocarci in allegria. Mi ha fatto tornare in mente la Mattel, ma questo se venisse accertato sarebbe anche più grave. 

Fonte 1: Il Gazzettino
Fonte 2: Giornale locale
Fonte 3: TGPadova
Fonte 2: YouReporter
Extra: Un sottufficiale dei carabinieri avrebbe fatto da “talpa” all’onesto Levio
Update 1: Ultima News reperibile al 29/07/09

Spero come molti di voi che sia tutta una montantura, ve lo giuro, spero che abbia solo venduto in buona fede i rifiuti a clienti e che ne abbiano fatto un uso criminale a sua insaputa … ma fino alla sentenza definitiva dovrò attenermi alle informazioni che circolano nei giornali e in rete. Se mi sfugge qualche articolo chiarificatore comunicatemi l’indirizzo web (url) e provvederò ad aggiornare il post.
Qualora dovesse venire riconosciuto colpevole di tali ignobili reati invece, ricordiamoci di ringraziarlo con affetto e simpatia se lo incontriamo per strada, magari portandogli in omaggio un giocattolino!

No dal Molin. La verità sulla manifestazione del 4 luglio.

6 luglio 2009

nodalmolin

Vicenza, 4 luglio 2009.
Il corposo corteo No Dal Molin è pronto per partire in direzione Ponte Marchese.
Erano state richieste e ottenute le autorizzazioni e i permessi per poter fare la manifestazione lungo un percorso ben preciso e i poliziotti avrebbero dovuto restare all’interno della base, presidiandone il perimetro. Ieri però a Vicenza è successa una cosa strana. Ne avevo già avuto il sentore, mentre mi avvicinavo a piedi. Elicotteri in rotazione continua che mi riportarono la mente al G8 di Genova, poliziotti già in assetto antisommossa che anzichè presidiare l’interno della base erano tranquillamente in mezzo alla strada dove avrebbe dovuto passare il corte, a volte occludendone completamente il passaggio.

Parte il corteo, già al presidio si ferma (era partito 1 km prima). Giungono notizie che il ponte è praticamente bloccato per via di uno schieramento di forze dell’ordine. Il coordinamento del presidio è lì, che parla con i poliziotti e con il questore. Io sono lì dietro, all’inizio del ponte. Chiediamo inutilmente ai poliziotti e al questore di allontanarsi e di farci passare. Passano i minuti, e sotto il caldo afoso la tensione aumenta. Preghiamo le donne e i bambini  presenti nella zona del ponte di allontanarsi, di arretrare verso il presidio. Vedo sempre più persone formarsi, da entrambi gli schieramenti. I poliziotti ridacchiano e si preparano. Sembra abbiano già deciso: non c’è spazio per la trattativa.  
Al questore o al suo vice sono sicuramente arrivate le urla: “state violando il diritto a manifestare, dovevate  stare all’interno delle reti”. La tensione sta aumentando ancora. Sono stati indossati dai poliziotti scudi e manganelli.  Vedo ritirarsi gli “ambasciatori”, mentre una piccola indipendente testa del corteo prende forma davanti al ponte. Anche in questo versante, su esempio degli antagonisti, si indossano i caschi, qualcuno indossa uno scolapasta, probabilmente le manganellate passate, prese senza motivo, sono servite come esperienza. Questo agglomerato di “decisi” (a far valere il loro diritto di manifestare),  parte avanzando compatta e lenta, protetta da alcuni posticci scudi di plexiglas. Molti di loro dichiarano che è meglio prendere una manganellata in testa piuttosto che vivere in un paese dove ti impediscono di manifestare (pur avendo l’autorizzazione a farlo). Sento uno scoppio: un petardo o un lacrimogeno. Da quel momento è pura confusione.

  Mi allontano di poco. Guardo il alto e vedo una brutta scena: 6 fumogeni mi passano sopra la testa, a 10 metri di altezza, per poi piombare sul campo di mais vicino alla strada. Sento i manifestanti urlare. Quelli indietro erano ignari di quello che stava succedendo sul ponte. Era quasi un’ora che c’eravamo fermati e le persone si erano “accampate” in attesa di novità, chiacchierando tranquillamente. In 5 secondi si sono trovati in mezzo ad una nube lacrimogena, cercando di scappare verso il presidio. Anch’io mi stavo dirigendo là, quando altri fumogeni sono piombati sul campo vicino a dov’ero e sono stato avvolto da una folata lacrimogena, mentre sul ponte i manganelli continuavano il loro sporco lavoro. Dopo gli scontri, durati in tutto solo un paio di minuti, la situazione si è calmata e sono ripartite le trattative sul ponte. Dopo un altra ora circa, i poliziotti si sono ritirati, liberando di fatto la via. Il corteo poco dopo è ripartito pacificamente e al gran completo per percorrere la strada che porta all’ingresso della base. Arrivati all’altezza di viale Dal Verme abbiamo notato numerose camionette ferme in mezzo alla strada. Per evitare altri momenti di tensione è stata sciolta la  manifestazione. Un diluvio improvviso ha poi contribuito a raffreddare ulteriormente gli animi di tutti.
Segnalo che gli unici TG presenti erano quello di “Sky TG 24” (con camionetta satellitare) e una telecamera della RAI.

  1. Da segnalare:
    Finchè camminavo verso il presidio, prima della manifestazione, vidi le camionette all’interno delle quali aspettavano i numerosi militari. Su una di queste camionette ho sentito provenire della musica heavy-metal. Al di là dei gusti musicali, dagli atteggiamenti era evidente che si stavano … caricando. Una scena che mi infuse una allarmata tristezza.
  2. Dal fronte No Dal Molin d’altro canto, non mi è piaciuto vedere alcuni comunisti vecchio stampo passare con i pugni alzati proferendo sfottò alle forze dell’ordine, quando tutto ormai si era tranquillizzato. Per certi versi è lo stesso errore di prima. Si stimola il disprezzo.

Conversione a carbone della centrale di Porto Tolle!

3 luglio 2009

Centrale a carbone

Il nuovo millennio lo abbiamo superato da ben 9 anni … e ci sono ancora persone che pensano al carbone come ad un combustibile ecologico, economico, infinito, fatto apposta per produrre energia … e la cosa grave è che c’è chi li ascolta. Lasciamo perdere l’Enel perché è come sparare sulla croce rossa, dopo che hanno dato prova della loro lungimiranza, investendo in centrali nucleari più vecchie di quelle di Chernobyl.
Pensavo più alla commissione VIA (valutazione d’impatto ambientale) che ha deliberato la conversione della centrale di Porto Tolle. Grande soddisfazione è stata manifestata dal “governatore” del Veneto: Giancarlo Galan. Il “saggio” Galan (guardatelo bene in faccia) è talmente sicuro delle sue profonde conoscenze riguardo la tecnologia del “carbone pulito” che ha avuto il coraggio di affermare, testuali parole :

«Sono soddisfatto di quanto deciso e proprio per questo desidero sottolineare il merito di una Regione che si assume le proprie responsabilità su questioni decisive, sia dal punto di vista economico e sociale che ambientale»         (fonte: Gazzettino)

Caro Galan, vorrei evitarle la galera (o il linciaggio?) sottoponendole tre semplici link prima che commetta l’irreparabile:

1) La bugia del “carbone pulito” (Rapporto di Greenpeace)
2) Wikipedia: Carbone
3)Video: I dottori e le centrali a carbone (qui sotto)

Posso capire la buona fede (anche se dettata dall’ignoranza) ma a questo punto Galan le annuncio “preavvisato pericolo”. Se procede senza preoccuparsi di far installare apparecchiature in grado di monitorare costantemente e filtrare tutto il particolato sottile (e non sto parlando di PM10, ma di PM2,5 o PM1, e non esistono filtri per questo) la riterremo responsabile, come da sue volontà, di eventuali (…sicuri…) effetti nocivi sull’ambiente e sui cittadini del Veneto. La commissione che ha redatto la valutazione d’impatto ambientale, poi, è un insulto all’ intelligenza dei cittadini. Adesso basta. Dovete finirla di prenderci in giro. Qui c’è in gioco la salute vostra e dei vostri figli oltre che di un ecosistema meraviglioso come quello presente nel denta del Po. Come potete essere così certi che non succederanno incidenti? Siete usciti completamente di senno?  Le bustarelle che avete sicuramente intascato per consentire questo scempio non valgono un miliardesimo di quello che ci state facendo rischiare. Non può essere solo incompetenza o ignoranza, stavolta non ci credo! Sono sicuro che c’è qualcosa di losco sotto e chiedo alle forze dell’ordine e alla NOE di fare chiarezza sulla vicenda. Comunque avendo fatto pubblica denuncia normalmente se non fossero vere le mie affermazioni dovreste denunciarmi a vostra volta di diffamazione. Sarei proprio curioso di ascoltare le vostre motivazioni in tribunale su come avete potuto dare il via libera per una cosa simile.

La cosa che mi da più fastidio è che le alternative ci sono … basta scegliere.
Il sole ad esempio, in tutte le sue forme, con il fotovoltaico, le torri solari, ecc…
L’aria, il vento, con l’eolico, magari off-shore.
L’acqua con le dighe (senza ripompaggio e senza altri Vajont però!) o con le maree.