La rivincita dei “sognatori”.


sognatore

Che dire … COMPLIMENTI !

A pochi giorni dal precedente post dedicato a Greenpeace mi ritrovo a dovergli fare ancora i complimenti per i loro successi. L’ultima “battaglia” vinta (almeno in parte) riguarda la campagna contro la deforestazione dell’Amazzonia attualmente in atto anche per far posto agli allevatori di pelle delle grandi industria alimentare, dell’arredamento, della moda e delle scarpe.

Alcuni marchi la cui filiera è stata contaminata (magari senza saperlo) dai prodotti di questo crimine sono:

Adidas
BMW
Geox
Chateau d’Ax
Carrefour
EuroStar
Ford
Honda
Gucci
Ikea
Kraft
Cremonini
Nike
Tesco
Timberland
Toyota
Wal-Mart 
ecc….ecc….ecc….

Ora, l’approccio nei confronti di queste aziende non è più stato un atteggiamento di boicottaggio. Si è dimostrato infatti che risultava una scarsa percentuale di successo, peraltro temporaneo  e aveva l’effetto di irrigidire la controparte su posizioni poco ponderate. Da un po’ di anni la tecnica che risulta avere più successo è quella di trattare questi marchi per quello che sono, ossia come vittime inconsapevoli di un modo distruttivo di gestire il commercio, il mercato.
Si tratta di prendere contatto “ufficiale” con gli imprenditori e INFORMARLI,  dargli tutti gli elementi per fare in modo che siano loro stessi a rendersi conto che il gioco non vale la candela (….o che il profitto non vale il pianeta se preferite). Forse in buona fede, traditi del miraggio della riduzione “etica” dei costi, traditi da un sistema economico che è stato appurato scientificamente essere autodistruttivo se basato su una costante crescita (economica o di popolazione che sia).
Leggetevi questo documento redatto da 2500 scienziati di tutte le nazioni (ai più pigri consiglio almeno la pag.48 ) e date un’occhiata anche al rapporto sui limiti della crescita, commissionato al MIT di Boston.
E se ancora non bastasse, e se ancora credete che tutte queste cose siano solo teorie a noi lontane, che non ci riguardano, che è tutto un ciclo che va e viene e non succederà niente … beh, abbiate il fegato di andare nel sito del vostro comune e verificate di persona quanti giorni respirate aria inquinata oltre le soglie di tolleranza del corpo umano (stabilite dall’OMS).
Ad esempio QUI trovate quelle della città di Vicenza Noi siamo le prime generazioni che respirano un’aria del genere … qualunque altra persona nata e cresciuta in questo stesso pianeta ha respirato un’aria migliore della nostra, qualunque essere vivente, dal Proterozoico il periodo nel quale la Natura ha inventato la fotosintesi, regalandoci ossigeno.
Quel sacro ossigeno nel quale oggi sputiamo i nostri rifiuti vaporizzati o diluiamo i gas dei nostri (no, miei no!)  SUV.

Per questo le iniziative che porta avanti Greenpeace sono di un’importanza straordinaria. Nel caso della campagna di prima, migliaia di persone hanno spedito email informative ad ogni marchio interessato dal problema (agli amministratori delegati).
Ora provate ad immaginare centinaia, migliaia di aziende che rispondano positivamente ad iniziative come queste.
Immaginatevi che Greenpeace attivi un rapporto costruttivo con queste aziende nel trovare soluzioni eco-compatibili (ci sono, lo sapete benissimo che ci sono) per ridurre il più possibile gli impatti delle loro attività.

“Va là, il solito sognatore ambientalista”

Se questo è stato il vostro primo pensiero a queste righe, beh, allora sono veramente contento di deludervi perchè questi sogni stanno cominciando ad avverarsi.
 Il risultato infatti è stato molto positivo, infatti dopo pochi giorni ci siamo ritrovati una mail da parte di una di queste case (capita raramente). Eccone il contenuto:

Hello,
Thank you for your inquiry, and for voicing your concern about this issue.
Timberland is committed to minimizing the environmental impact of our business operations. 
We’re interested in engaging with Greenpeace and other in our industry about this situation. 
Thanks again for sharing your thoughts.
___________________________

Ciao
Grazie per la vostra inchiesta, e per esprimere la vostra preoccupazione su questo problema.
Timberland si è impegnata a minimizzare l’impatto ambientale delle nostre attività commerciali.
Siamo interessati a impegnarci con Greenpeace e le altre del settore in merito a questa situazione.
Grazie di nuovo per condividere i vostri pensieri.

 

Kate King
Timberland Corporate Communications

Cara Kate, grazie a te per aver colto il pensiero. Se tale iniziativa avesse interessato quell’ orfano del dubbio di Berlusconi, ci saremmo presi da “manipolo delle sinistre antagoniste” e non si sarebbe mai  lasciato fuggire un cenno di umiltà o di riflessione (sia mai!).
Sicuramente lo scambio di mail tra Timberland e Greenpeace non rimarrà senza seguito.
Questa volta, e credo sia la prima, Timberland ha dichiarato di volersi impegnare (e sembra in buona fede).
Per la prima volta hanno stretto la mano tesa da Greenpeace. Un gesto davvero degno di nota.
Questo significa che Greenpeace vigilerà che si cambi davvero rotta. Vediamo come andrà a finire questa bella opportunità.
Di sicuro per una volta al timone ci potrebbe essere un comandante del quale mi fiderei!
Avanti Greenpeace, che le vele, gonfiate dal vento del cambiamento, ci portino lontano, fino alle candide calme spiagge di un nuovo armonioso mondo.

Aspettiamo con ansia anche le risposte delle altre industrie … sperando che si decidano ad aprire gli occhi anche loro.

Questi video li dedico a tutti gli AD delle compagnie più inquinanti … vuoi mai che qualcuno di questi venga colto da improvvisa illuminazione?    😉

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3 Risposte to “La rivincita dei “sognatori”.”

  1. chiara campione Says:

    Buongiorno,

    Innanzitutto ti ringrazio per aver dato spazio al nostro rapporto !Amazzonia che MACELLO”.
    Vorrei però fare una precisazione necessaria.
    Timberland NON ha ancora preso alcun impegno con Greenpeace. Stiamo ancora aopsettando che si decidano qa incontrarci a dire il vero. In ogni caso è importante notare che un incontro non è certo lo strumento risolutore per proteggere l’ultimo polmone del nostro pianeta.
    Come consumatori tutti noi abbiamo il ptoere di continuare a tenere sotto pressione timberland (e tutti gli altri marchi denunciati nel nostro rapporto) fino a quando non ci daranno una risposta chiara o ci renderanno partecipi di aver intrapreso misure concrete.
    Io continuerei a chiedere a Timberland: “Provami che le mie scarpe non stanno distruggendo l’Amazzonia. Provami che sei pronto a prendere delle vere misure per evitare un disastro ambientale.”
    Grazie ancora per la tua partecipazione
    Chiara Campione

    Responsabile della Campagna Foreste
    Greenpeace Italia

  2. Ricky Says:

    Complimenti a Greenpeace per questa Campagna, ma non solo per questa.
    Spero che qualcosa venga percepito all’interno di quel sistema formato da aziende che potrebbero dare un risvolto sostanziale all’impatto ambientale.

    Grazie ad Enrico per aver pubblicato questa notizia, tutti noi dovremmo prendere esempio da ciò che sostiene Greenpeace, un piccolo contributo lo possiamo dare tutti.

  3. Enrico Marcolongo Says:

    Buongiorno Chiara
    ti ringrazio per la precisazione. Sono sicuro che Greenpeace ci terrà informati riguardo i futuri sviluppi (o mancati tali) con Timberland.
    Volenti o nolenti dovranno rassegnarsi a una nuova generazione di consumatori. Da quel punto di vista stiamo cominciando ad “evolvere” molto rapidamente riconoscendo i nostri errori passati. Cominciamo a non cercare più il prodotto a minor prezzo (o alla moda). Un prodotto deve costare il giusto, senza ricorrere a sfruttamento (ambientale o di lavoro minorile che sia).
    Grazie ancora per il vostro impegno.

    Enrico M.

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