Cremazione, l’ultimo egoismo.


Qualche volta capita di pensare alla vita e alla morte. Riguardo quest’ultima, ho trovato molto interessante notare le differenze tra il modo di affrontare la cosa tra gli animali e la “razza intelligente” (per forza di cose virgolettato).

Un animale quando muore, nel 95% dei casi è perchè è diventato cibo per un predatore mentre il 5% residuo, quando muore cade semplicemente al suolo e segue il normale ciclo di decomposizione nutrendo larve, insetti, che poi saranno a loro volta cibo per uccelli (giusto per fare un esempio) e così via. Rientrano in un certo senso “in circolo”. Non ci trovo nulla di male in questo, anzi. Noi umani invece, non avendo nemici naturali o chissà per quale motivo ci siamo inventati “la cremazione”. Il vostro e il mio corpo, una volta morti mi spiace dirvelo brutalmente ma saranno solo 60-70-80 kg di “sostanza” che potrebbe essere infinitamente più utile se fosse utilizzata ad esempio per nutrire un campo o un albero. Quest’ultimo crescerebbe forte e rigoglioso capace di assorbire anidride carbonica e generare ossigeno per decenni. Dopo tanto aver cannibalizzato energie al pianeta, l’ultima azione alla quale molti riescono a pensare è quella di farsi bruciare, producendo a testa almeno 50 kg di anidride carbonica (senza contare l’energia spesa per il combustibile e per la produzione/combustione della bara). Come se ce ne fosse bisogno di CO2. Rispetto tutte le forme di religione per carità, ma giunti ai nostri giorni sembra essere di fatto l’ultimo gesto egoista di una civiltà egoista, che non ha mai saputo vedere più in là del suo naso.

Mesto, chino il capo di fronte al volere di quelle persone vicine alla morte che trovano nella cremazione una sorta di purificazione materiale e spirituale. Se questo veramente può aiutarli nel trapasso, lo capisco. Sono cosciente che il contributo dato dalle cremazioni rispetto il problema globale non raggiunge nemmeno il punto percentuale (…ma contribuisce).  Io invece vorrei essere seppellito nudo nella nuda terra (il più tardi possibile ovviamente).

Sembra però che la legge non lo conceda per una legge a tutela delle falde acquifere. I corpi in decomposizione potrebbero … inquinare (!)  Per una persona che vorrebbe ridurre al minimo la sua impronta ecologica sul pianeta, questo è davvero troppo. Non ci posso credere che non ci siano zone o “tecnologie” che potrebbero andare bene per soddisfare l’ultimo desiderio di centinaia forse migliaia di italiani.

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