“Sorella Acqua” … privatizzata!

16 Settembre, 2009 di Enrico Marcolongo

 acqua

Vi giro una lettera di padre Alex Zanotelli (della serie:”non tutta la chiesa è da buttare”), una delle poche voci decise che si alza da più di un anno contro la privatizzazione dell’acqua. Condivido e appoggio in pieno, come allora! Grazie Alex. _________________________________________________________

ACQUA: IL GRANDE RIFIUTO di padre Alex ZANOTELLI

Non avrei mai immaginato che il paese di Francesco d’ Assisi (Patrono d’Italia) che ha cantato nelle sue Laudi la bellezza di “sorella acqua” diventasse la prima nazione in Europa a privatizzare l’acqua! Giorni fa abbiamo avuto l’ultimo tassello che porterà necessariamente alla privatizzazione dell’acqua. Il Consiglio dei Ministri , infatti, ha approvato il 9/09/2009 delle “Modifiche” all’articolo 23 bis della Legge 133/2008 . Queste “Modifiche” sono inserite come articolo 15 in un Decreto legge per l’adempimento degli obblighi comunitari. Una prima parte di queste Modifiche riguardano gli affidamenti dei servizi pubblici locali, come gas, trasporti pubblici e rifiuti. Le vie ordinarie ‐così afferma il Decreto‐ di gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica è l’affidamento degli stessi, attraverso gara, a società miste, il cui socio privato deve essere scelto attraverso gara, deve possedere non meno del 40% ed essere socio “industriale”. In poche parole questo vuol dire la fine delle gestioni attraverso SPA in house e della partecipazione maggioritaria degli enti locali nelle SPA quotate in borsa. Questo decreto è frutto dell’accordo tra il Ministro degli Affari Regionali, Fitto e il Ministro Calderoli. E questo grazie anche alla pressione di Confindustria per la quale in tempo di crisi, i servizi pubblici locali devono diventare fonte di guadagno. E’ la vittoria del mercato, della merce, del profitto. Cosa resta ormai di comune nei nostri Comuni? E’ la vittoria della politica delle privatizzazioni, oggi, portata avanti brillantemente dalla destra. A farne le spese è sorella acqua. Oggi l’acqua è il bene supremo che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici, sia per l’incremento demografico. Quella della privatizzazione dell’acqua è una scelta politica gravissima che sarà pagata a caro prezzo dalle classi deboli di questo paese, ma soprattutto dagli impoveriti del mondo (in milioni di morti per sete!) Ancora più incredibile per me è che la gestione dell’acqua sia messa sullo stesso piano della gestione dei rifiuti! Questa è la mercificazione della politica! Siamo anni luce lontani dalla dichiarazione del Papa Benedetto XVI nella sua recente enciclica Caritas in veritate dove si afferma che l’”accesso all’acqua” è “diritto universale di tutti gli esseri umani senza distinzioni e discriminazioni”. Tutto questo è legato al “diritto primario della vita”. La gestione dell’acqua per il nostro Governo è assimilabile a quella dei rifiuti! Che vergogna! Non avrei mai pensato che la politica potesse diventare a tal punto il paladino dei potentati economico‐finanziari. E’ la morte della politica!
Per cui chiedo a tutti di:

  • Protestare contro questa decisione del governo tramite interlocuzioni con i parlamentari, invio di e.mail ai vari ministeri…
  • Chiedere ai parlamentari che venga discussa in Parlamento la Legge di iniziativa popolare per una gestione pubblica e partecipata dell’acqua, che ha avuto oltre 400mila firme e ora ‘dorme’ nella Commissione Ambiente della Camera;
  • Chiedere con insistenza alle forze politiche di opposizione che dicano la loro posizione sulla gestione dell’acqua e su queste Modifiche alla 23 bis;
  • Premere a livello locale perché si convochino consigli comunali monotematici per dichiarare l’acqua bene comune e il servizio idrico “privo di rilevanza economica”;
  • Ed infine premere sui propri consigli comunali perché facciano la scelta dell’Azienda Pubblica Speciale a totale capitale pubblico: è l’unica strada che ci rimane per salvare l’acqua. Sarà solo partendo dal basso che salveremo l’acqua come bene comune, come diritto fondamentale umano e salveremo così anche la nostra democrazia. E’ in ballo la Vita perché l’Acqua è Vita!

                                                                              padre Alex Zanotelli

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Una serie di domande emerge in me prepotente:
Come mai i giornali e le TV non ne parlano ? Che non sia perchè dietro ci sono interessi mostruosi per i soliti pochi? E se così davvero fosse… come possono questi pochi superare tutti i limiti dettati dalla ragione e dall’intelligenza, come possono scavalcare i cancelli del buonsenso, come possono farla sempre franca?
Domande che non sembro essere l’unico a porsi, a quanto pare. Come ha scritto Debora Billinel suo blog:

Io mi rifiuto di credere che costoro, oltre che criminali, siano anche così imbecilli. Non può essere, non è concepibile, non fino a questo punto, ci deve essere un’altra spiegazione. Credo che lo facciano apposta, che ci sia un disegno preciso dietro tutto ciò. Che deliberatamente vengano inquinate, devastate, avvelenate le zone più belle, a più alta densità turistica e abitativa, più preziose per la collettività. Perché? 

Perché glielo ha detto il diavolo. 

Mi fa sentire meglio, pensare questo. L’alternativa è ammettere che l’avidità, la brama, la corruzione, la stupidità e l’idiozia umane abbiano raggiunto livelli di non ritorno. E questo, mi spiace, non riesco ad accettarlo. Il soprannaturale, invece sì: mi rimane senz’altro più facile.

Lei però parlava di mafia e ecomafie mentre io parlo di politici che privatizzano l’acqua …  ma in fondo, dov’è la differenza, io vi confesso che non riesco più a vederla così nitida …

Mauro Corona, un’altra voce dalla Montagna

10 Settembre, 2009 di Enrico Marcolongo

MauroCorona

Ho conosciuto Mauro Corona anni fa, grazie ad alcuni suoi libri, poi ho avuto modo di scambiarci 4 chiacchiere, sotto le parete di arrampicata di Erto.
Mi è subito piaciuto il suo modo di scrivere e di fare (schietto, diretto) e il suo rapportarsi con la Natura, rispettoso al punto di sfiorare la devozione. Cresciuto tra boschi, rocce, un (bel) pò di vino e molti libri ha molte storie da raccontare. Leggendo un suo libro si ha la sensazione di essere seduti a chiacchierare con un vecchio amico, uno di quelli rari, con cui parli con il cuore.

Quello che non sapevo è che anche lui fosse uno di quei “pirati” che credono nella teoria del picco  Hubbert.

E se fosse tardi …

26 Agosto, 2009 di Enrico Marcolongo

E se fosse troppo tardi per uscire da questa “adoloscenza tecnologica” con la testa alta?
Se fosse tardi per concentrarci solo sulle tecnologie realmente utili come il fotovoltaico, l’eolico, internet, la TAC…?

No, questa volta non sto pensando a catastrofi ambientali-socio-economiche … sto solo immaginado cosa potrebbe succedere se non si dovessero più trovare sul mercato alcune materie prime.
Ad esempio terbio, disprosio, ittrio, tulio, lutezio, neodimio, europio, cerio e lantanio, tutti materiali tanto ignoti ai più quanto rari e indispensabili. Con essi costruiamo tutte le nostre tecnologie più avanzate come l’informatica (hard-disk, lcd etc..), l’elettronica (superconduttori ecc..), i veicoli ibridi/elettrici (11 kg di questi materiali sono presenti ad esempio su ogni Prius), l’energia rinnovabile (turbine eoliche ecc…) e quasi tutte le “inutility” quali iphone, blackberry, X-box e similari, TV al plasma, navigatori satellitari … (si potrebbe continuare a lungo). 

Ogni tanto è bello fantasticare e immaginare scenari futuri fuori dall’ordinario che ovviamente è IMPOSSIBILE che accadano, no?

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Piccola anticipazione: sono andato a trovare gli “elfi della valle dei burroni“ ossia gli abitanti del più vecchio ecovilaggio italiano (150 abitanti). Interessante esperienza/avventura. Trasloco permettendo racconterò tutto in uno dei prossimi articoli.

Ma quale crisi? Il bello deve ancora arrivare!

5 Agosto, 2009 di Enrico Marcolongo
Previsioni sull'andamento dell'estrazione di fonti di energia fossile
Previsioni sull’andamento dell’estrazione di fonti di energia fossile
Anche il buon Obama purtroppo ha cominciato a fare previsioni sulla cosiddetta “crisi”. 
Fidandosi (forse troppo) degli autori dei suoi interventi è riuscito ad affermare anche che siamo “all’inizio della fine della grande recessione“.

Ci sono persone che continuano a ragionare come se tutto quello che abbiamo oggi sia dovuto… che NON PUO’ cambiare nulla nel nostro stile di vita, che avremo tutto ciò a cui siamo abituati, senza alcuna interruzione, per sempre. Ci sono anche persone, come il nostro valente statista che dopo aver negato per mesi l’esistenza della “crisi” se ne convince ma dichiara che la soluzione è l’ottimismo … basta non pensarci e non parlarne. Vede poi che non funziona (ovviamente per colpa della stampa comunista-pessimista)  e prepara un piano geniale per rilanciare l’economia: costruire 100mila abitazioni, cemento e asfalto ovunque, tanto quelle cose verdi là … come si chiamano … PIANTE, a cosa servono? non fanno fatturato! 
Posso immaginare (e condividere) la felicità del grande Adriano Celentano

Forse è vero che quelli che hanno il potere di cambiare le cose non si arrenderanno mai ad un nuovo paradigma che avanza, eppure timidi segnali mostrano che alcuni eminenti personaggi  di eminenti istituti di ricerca cominciano ad appoggiare la tesi di coloro che già da tempo si stanno preparando ad un cambiamento radicale.

Il grafico di inizio post indica le stime fatte da vari centri di ricerca ma non è aggiornato proprio perchè la IEA e CERA hanno rivisto le loro posizioni. L’immagine l’ho tratta dal sito di “The Oil Drum” (www.theoildrum.com).
Clicca qui per vedere l’immagine a schermo intero … e cominciate a prepararvi.

Forse nuove tecnologie e antiche saggezze potrebbero fondersi per creare qualcosa di diverso dall’attuale sistema economico basato sulla continua utopica crescita.

La bambina che zittì il mondo per 6 minuti.

30 Luglio, 2009 di Enrico Marcolongo

Nel 1992 una bambina di 12 anni che si chiamava Severn Suzuki andò ad un congresso delle Nazioni Unite. Andò con un discorso composto con le sue amiche e lo lesse di fronte a capi di stato, politici, giornalisti, amministratori. Zittì tutti per 6 minuti. Pur cosciente che con le sole parole non si fanno cambiamenti radicali, questa bambina è riuscita a parlare diritta al cuore dei potenti. Mise completamente a nudo con semplici parole le incoerenze della società moderna.

Persone come lei sono veri “Santi”, e quelle sono le vere parole che non bisognerebbe mai stancarsi di pronunciare altro che Herr Ratzinger e la finestrella della domenica …

Connesso alla rete il primo impianto fotovoltaico della Val Posina

28 Luglio, 2009 di Enrico Marcolongo

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Oggi è stato allacciato alla rete di distribuzione il primo impianto fotovoltaico della Val Posina.

Composto da 13 moduli Solon da 230wp e un inverter SMA SB300TL-20 produrrà circa 3080 kwh/anno
Quindi per ogni anno di funzionamento eviterà l’immissione in atmosfera di quasi 1800 kg di CO2 ed eviterà la combustione di 290 kg di petrolio. In 20 anni quindi si eviterà la combustione di 6 TEP (Tonnellate Equivalenti di Petrolio)

Un’altra goccia in un mare di speranza.

Grazie mille a Raffaele Pravato e a Silvano Cattelan per l’installazione, a Paolo e Lucia (i proprietari di Cà Polenta) per l’ottimo investimento… e grazie al piccolo Nicola per l’aiuto! ;-)

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30 luglio 2009: Seguiranno i dati di produzione…
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Eccoli qui:

2 agosto 2009:
il primo giorno intero di funzionamento ha prodotto 17.2kwh (quasi 10kg di CO2 non immessa)! Niente male considerato anche che è a sud-est (-45°) e con inclinazione di soli 20 gradi.

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Il caso “Levio Loris” non è un caso isolato.

22 Luglio, 2009 di Enrico Marcolongo

Non so se sia peggio un “giocattolo tossico” o una spiaggia ricolma di rifiuti ospedalieri

Dedicato a chi ama la vita!

22 Luglio, 2009 di Enrico Marcolongo

I miei primi 500 km con lo scooter elettrico.

19 Luglio, 2009 di Enrico Marcolongo

Premessa: Non sono un esperto di moto né di motori a scoppio. Le mie conoscenze a riguardo si fermano a un cinquantino guidato da 14enne. Le mie valutazioni saranno solo quelle di un normale cittadino con qualche cognizione in materia elettrica e con una spiccata sensibilità ambientale.
La ditta per la quale lavoro ha recentemente avviato una iniziativa chiamata Solar-Mobility : hanno acquistato una serie di veicoli elettrici e li hanno noleggiati ai dipendenti. Un boom di richieste che nemmeno l’azienda si aspettava… Io sono uno di quelli che ha avuto la fortuna di salire in sella a questo “mezzo del futuro”.
Prima di parlare di futuro però, volevo fare …

Un tuffo nel passato:
I primi veicoli costruiti dal genere umano, contrariamente a quanto si pensa, erano elettrici. Dalle carrozze a cavallo, agli inizi del ‘900 eravamo passati direttamente alle carrozze elettriche che scorrazzavano per le strade in maggior numero rispetto a quelle a scoppio.

L’ideale dell’automobilismo sarebbe, dunque, una carrozza elettrica, i cui accumulatori fossero leggeri e potessero immagazzinare tale quantità di elettricità da non aver mai a temere arresti.
(Non è una frase di Obama del 2009 ma di Emilio Guarini, 1903 )

Stiamo quindi rivalutando una tecnologia del secolo scorso messa prematuramente in disparte in favore di prestazioni che ottimizzassero i tempi e utilizzando i derivati del petrolio che all’epoca erano estremamente a buon mercato a causa dell’enorme offerta a fronte di una scarsa domanda. Non avevamo però considerato le conseguenze a lungo termine di questa scelta: l’inquinamento dell’aria.
Il raggiungimento del picco di Hubbert  e quindi la fine dell’approvvigionamento di petrolio a buon mercato unitamente alla diminuzione dell’aspettativa di vita nella pianura padana a causa dell’inquinamento sarebbero motivi più che validi, qualora non bastasse il rispetto per la Natura, per passare tornare ad un mezzo di questo tipo.

Vectrix: Ride the Revolution
Appena saliti a bordo e girata la chiavetta viene effettuato un controllo dell’elettronica di bordo (test luci e segnalatori). Superato il controllo si illumina la scritta “OK” sul display LCD. A questo punto per abilitare il motore si dovranno premere i due freni (prima il sinistro,  quindi il destro) si accenderà la scritta “GO” e siamo pronti per partire, cosa che lascia vagamente attoniti le prime volte visto che in questa condizione non emette il benchè minimo suono.  Basta accelerare e il veicolo silenziosamente comincia a muoversi. Degna di nota l’accelerazione. La coppia massima di 65Nm imprime al mezzo una accelerazione potente e costante fino a raggiungere la velocità di 110 km/h massimi in meno di 8 secondi. Lascia spesso indietro anche gli scooter e gli altri mezzi a combustibile. Il tutto a emissioni ZERO e senza rumori, a parte un leggero sibilo causato dal motore elettrico e dallo spostamento dell’aria.  Non è vero che è troppo silenzioso e per questo potrebbe diventare un pericolo per ciclisti/pedoni.  Semplicemente dovremo fare una “taratura” del  nostro udito,  purtroppo tormentato da mezzi molto più rumorosi. Per i “pedoni del futuro” sarà solo una questione di abitudine il fatto di associare il sibilo del Vectrix ad un fattore di potenziale pericolo (= mezzo in arrivo). Molto buone le dotazioni per la sicurezza che prevedono micro interruttori per evitare le situazioni di rischio. Ad esempio finché il cavalletto di sostegno non viene tirato su, il sistema non darà il consenso a partire, segnalando il motivo tramite un apposito indicatore (in questo caso una spia con un cavalletto stilizzato).

Autonomia reale (testata e garantita):
Le batterie al Nickel Metal Hydride (NiMH) riescono ad accumulare 3,7 kWh.
Il primo giorno che sono salito sul Vectrix, l’ho guidato in maniera “aggressiva”, con accelerazioni brusche e velocità sostenuta. In queste condizioni il Vectrix pur dando soddisfazione anche agli amanti della alte prestazioni, non supera i 35 km di autonomia. 
Sul display si possono vedere i km stimati residui, variano parecchio in base al tipo di guida (e al carattere del pilota). Se si deve percorrere molta strada basterà adeguare la velocità in base alla tratta che dovremo percorrere. Per far salire l’autonomia a 88-90 km basterà mantenere una velocità intorno ai 40-45 km/h evitando se possibile le accelerazioni brusche. Mi è capitato di entrare in riserva una sola volta. Si accende la spia della batteria e la velocità viene limitata a 30km/h per scendere gradualmente a 10km/h man mano che percorriamo strada. In questo modo riusciremo a percorrere almeno 8 chilometri.

La rigenerazione dell’energia in frenata.
Ci vuole qualche giorno di guida per prendere dimestichezza con il Vectrix, ma una volta capiti i limiti e le potenzialità dello stesso, vi ritroverete a divertirvi, soprattutto con la funzione di rigenerazione.
In un veicolo convenzionale ogni volta che vengono azionati i freni per rallentare, si perde dell’energia cinetica che genera solo calore e usura i freni. Non è così nel Vectrix  dal momento che come nella Prius questa energia cinetica viene recuperata e utilizzata sotto forma di energia elettrica per ricaricare la batteria. Tutto questo diventa particolarmente utile nella guida stop-and-go tipica della città. La rigenerazione si attiva quando giriamo la manopola dell’acceleratore al contrario, il motore elettrico da quel momento diventa un generatore. Avevo già letto alcuni articoli inerenti questo sistema ma non avevo mai avuto il piacere di provarlo. Ha veramente l’efficacia di un freno vero e proprio ma oltre a non usurarsi nulla, ci ciuta ad aumentare l’autonomia del mezzo. Dopo due giorni vi accorgerete che i freni non li userete praticamente più, se non per situazioni di emergenza.

Conclusioni.
l’impressione finale è ottima. Un gran bel mezzo che già domani (anzi … OGGI!) potrebbe sostituire l’85% dei veicoli tradizionali. Per quasi tutti noi infatti, il tragitto casa-lavoro è inferiore a 50km. Se consideriamo che i veicoli tradizionali emettono più di 180gr per ogni chilometro percorso, risulta chiara l’importanza e l’utilità che avrà il Vectrix (o veicoli analoghi) nell’immediato futuro. Ogni mattina si spostano più di 20 milioni di vetture, tutte con una sola persona a bordo.  Muoviamo  automobili da più di 700 kg per portare 70kg di carne al lavoro … c’è qualcosa che non va.  E si vede nell’aria questo “qualcosa”,  si respira …
Ebbene, sostituendo questi 20 milioni di mezzi con 20 milioni di Vectrix o similari, avremmo ogni giorno  180 milioni di kg ci CO2 in meno immessi nell’atmosfera (senza contare gli altri inquinanti). A questo punto dipende solo da ciascuno di noi e da nessun altro. Considerate che all’interno di un serbatoio buttiamo all’anno una media di almeno 2500€ di carburante. In meno di 3 anni il Vectrix si è ammortizzato. Devo ancora trovare risposta ad una mia domanda: quanti chilometri deve percorrere il Vectrix prima di ammortizzare l’energia spesa per costruirlo? E’ la classica domanda che facevano per i moduli fotovoltaici ed era giusto che ce la facessero. In quel caso è stato appurato che dopo 2 o 3 anni di esposizione, un modulo fotovoltaico ha generato l’energia spesa per produrlo … ma il Vectrix? 
Comunque, anche se ci volesse tutto il suo ciclo di vita … ne varrebbe la pena, anche se siamo coscienti che il mezzo più ecologico è la bicicletta!

  • Curiosità:
    Greenpeace chiede che sia approvata dal Parlamento Europeo una legislazione che imponga il limite di 120 g/km di CO2 per la media delle automobili di nuova produzione entro il 2012 e 80g/km entro il 2020. Inoltre, aggiungono, serve l’applicazione di sanzioni significative per chi non rispetta questi standard, senza offrire alcun trattamento speciale per i produttori di automobili pesanti. Direi che viste (e guidate) le potenzialità della tecnologia attuale, il Parlamento Europeo non avrà problemi ad approvarla, no? Staremo a vedere …
  • “L’avvento” di questo mezzo a casa mia a causato il susseguirsi di strane simpatiche scenette. I miei due pargoli quando devono fare il rumore della “moto del papà” non fanno più il classico “Brruummm-Brrruuuummmm” ma fanno “shhhhhhhhhhh” (come lo shhhh che si fa per chiedere silenzio). Nicola che ha 4 anni quando adesso vede uno scooter per strada mi chiede: “ma… papà… perchè quella moto fa così tanto rumore? Non posso fare altro che sorridere cercando di spiegargli che quella è la moto della “vecchia generazione”, che guidavamo noi adulti, mentre quella che ha il papà forse è una delle moto che guideranno loro quando saranno grandi. Una moto che non puzza, che non fa rumore, che al posto della benzina (che puzza pure quella) gli si da “da mangiare” la pappa che viene dal sole … sembra davvero una favola per bambini e mentre gliela racconto mi ritrovo poi a pensare al mondo in cui potrebbero vivere una volta adulti.

Se non l’avete mai visto vi consiglio questo documentario: “Who kills the electric cars?” (-Chi ha ucciso l’auto elettrica?- sottotitoli in italiano) [Link diretto via Youtube]

Questo blog aderisce all’iniziativa del 14 luglio contro il bavaglio Alfano

13 Luglio, 2009 di Enrico Marcolongo